Recensioni

Non siamo ancora al giro di boa e la Rinse ha già pronto l'uno-due dance più atteso dell'annata in corso. Mentre il già annunciato secondo album di Roska è prossimo all'uscita, l'etichetta di culto della UK dance fa le presentazioni di Brackles a chi non lo conoscesse ancora, vale a dire tutti quelli a cui era passato inosservato quel Songs For Endless Cities di casa !K7 che era stato uno dei mixtape più freschi usciti nel valzer apertosi dopo il declino nel 2010 della moda old school dubstep: allora si era in piena accelerazione dance-step e il ruolo di quella compilation era stato fotografare i sempre più convinti flirt tra il continuum bass&dubstep e le nuove vivacità UK funky, per il quale il producer londinese si dichiara perdutamente innamorato.
Oggi l'album vuol essere il curatissimo stato dell'arte funky, realizzato con l'autorevolezza di chi ne conosce ogni risvolto. Da un lato, dunque, largo spazio alla grinta clubbing che ha rivitalizzato gli ambienti londinesi del dopo-UK garage: è tutto un fiorire di soca beat impertinenti, non solo quelli di genere di Earphone Memories, ma anche i breakbeat sulle vampate acid chiccose di Squarehead e qualcosa di più vicino al 2step in Lighthouse, e sopra una collezione invidiabile di linee vocali femminili, tipo Terri Walker che in DPMO graffia sul fronte pop/r'n'b o I Can't Wait che risente anche di una certa eredità '90 eurodance.
D'altro canto però, ed è questo l'aspetto più interessante, il buon Brackles sa anche astrarsi dalla dimensione clubbing e fa col funky quello che Addison Groove ha fatto col footwork e Distal con la UK bass, ossia ragionare per sottrazioni e mutazioni genetiche per offrire un'immagine dalle differenti ambizioni. Spettacolari allora X Ray Specs, che rallenta i bpm e gorgoglia supponente su un rompicapo bleep'n'bass pur mantenendo il suo incedere scattante, la Never Coming Down con Lily McKenzie dei Funkystepz, l'understatement languido con la patente da top-hit r'n'b, o ancora Too Much, divas e sincopi nell'inchino alla bass music.
Gran parte del merito sta anche nel carattere delle collaborazioni. Davanti a una Cherry V così versatile e seducente Brackles fa un passo indietro, butta dentro una bassline dicotomica da urlo e lascia che Chasing Crazy vada avanti da sé (un po' il lavoro svolto da Zinc e Geeneus su Katy B), su Meleka invece evita i virtuosismi, chiama in causa tutto il mestiere di cui è capace e fa semplicemente la sua hit pop, Go Ahead. Perfetta. Mille sfaccettature per un unica verità: questo è un disco-manifesto, sia del funky, di cui espone tutte le potenzialità e le possibilità espressive future, che del sound Rinse in toto, sempre geniale e irriverente, capace di ogni sorta di incrocio di stili nella miglior testimonianza delle euforie compositive londinesi. Per chi l'anno scorso ha amato SBTRKT, è manna dal cielo. Per Roska, invece, un pieno di ansia da prestazione.
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