Recensioni
Thomas Mullarney III e Jacob Gossett sono di Brooklyn, si incontrano al Pratt Institute, si mettono a fare musica assieme. Dopo due EP, di cui il primo in free download, arriva adesso l’album, sempre su Ghostly International. Quello che fanno lo si può riassumere con lo stesso tag – e gli stessi impliciti (leggi: sottostrato emo) – che abbiamo assegnato agli Inc.: post-r’n’b.
I Beacon cercano programmaticamente di costruire canzoni d’amore che “aggiornino l’estetica dell’r’n’b” unendo “sensualità e senso di colpa” (ciao, Marvin Gaye), tradizione black e tradizione elettronica (electro, Warp sound, bass music UK). Una specie di roba alla Barry White per la electrohipster generation? Qualcosa del genere. Al di là degli intenti, il risultato è praticamente un aggiornamento gassoso (atmosferico, soul ma senza i cantati soul) e now (i charleston che occhieggiano a tratti addirittura al trap, gli insertini glitch & chip) dell’electro-pop romantico/morboso anni Ottanta.
Stessi pregi e stessi difetti del disco degli Inc. (con minore showmanship in termini di expertise strettamente tecnico-produttivo e più appassionata naiveté): un sottofondo piacevole, ben costruito (funzionano particolarmente la sognante Between the Waves, Drive, la opener Bring You Back), un po’ troppo omogeneo, che dopo un po’ semplicemente stufa. Un paio di ascolti reggono, ma dopo resta poco.
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