Recensioni
Andrew Weatherall
Andrew Weatherall Vs The Boardroom Vol.2
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Edoardo Bridda
- 2 Gennaio 2010

A distanza di un anno dall’esordio, s’aggiunge un volume alle session weatheralliane con alcuni tecnici e musicisti del Boardroom studio. L’aria che tira è deep e cassa in quattro. Tolte le scorie e i sample rockish (leggi Two Lone Swordsmen e dintorni) della precedente raccolta, Andrew firma una personale idea anemica e vampiresca di deep e lo fa mettendo le mani su pezzi come U Know U Jack (di Tim Fairplay), ovvero l’old skool portata nei sottoscala londinesi, oppure lasciando intonsa una track come Brother Johnston’s Travelling Disco Consultancy, sempre old ma a bagnomaria nell’house e via di radiazioni e coolness.
E’ roba che scotta, anche se la tracklist contiene cosucce ordinarie tipo il remember R&S di The Blood (sempre Fairplay) oppure il viaggio tra space disco e baleric di Direct Action (Radical Majik), salvo poi ribaltare tutto in take dell’uomo che ti fanno capire il peso specifico della wave e della gotica girandoti il facile esercizio in dance da brivido e assuefazione pura (la stessa Direct Action nel Weatherall remix). Menzione anche per The Last Frontier, visioni epiche nella space techno di E.S.C. tra tentazioni psych e tunnel kubrickiano.
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