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Dopo l'autoprodotto The Adventures Of Yellow del 2008 e l'apprezzato Polish EP dello scorso anno, gli Aedi – un nome come minimo evocativo… – si accasano presso Seahorse e sfornano questo Aedi Met Heidi che in sostanza è il loro debutto ufficiale (se tale categorizzazione ha ancora un senso). Approccio fiabesco e turbe indie, memorie punk che si sono fatte un giro tra cartoon preadolescenziali, particelle art-folk sbocciate su praticelli spazzati da brezze wave, tutto un giocherellare nel giardino di Kate Bush con balocchi Cranberries e Mùm, ma con la serietà di chi a certi sogni ci crede.

Mantenendosi in equilibrio sul crinale tra affabilità e bizzarria, tra delicatezza e veemenza (vi basti sentire Geometric Plane e On The Second Floor), mescolando carte con disinvoltura bjorkiana però addomesticata Delgados, questo quintetto da Macerata prova a dire la sua in un ambito relativamente inesplorato alle nostre latitudini (quali compagni di avventura ideali mi vengono in mente solo i Grimoon). In bocca al lupo. 

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