Recensioni

6.4

L’aura un po’ piatta che sembra avvolgere il disco del ritorno sulle scene dei romani About Wayne, che arriva a quattro anni di distanza dal debutto di Rushism inframezzati dalla produzione della webserie Freaks, non sembra rendergli piena giustizia. E sì che le undici tracce che compongono Bagarre restituiscono un gruppo in piena forma, in grado di spaziare con maturità tra solenne post-rock, guizzi dark e velleità da songwriting. E sì che la complessa macchina dei testi genera mondi tellurici dove i cinque vanno a piazzare un po’ quello che vogliono: la ricerca dell’ignoto, animali ambigui, figure circensi.

Ma quello che più impressiona è la straordinaria naturalezza con cui i Nostri costruiscono trame complesse che finiscono per sfociare ora in sfuriate psycho-rock, ora in ruvidi accenti alt-, tutto impresso con meritevole gusto melodico. I testi ermetici fanno talvolta scricchiolare l’impalcatura, ma in realtà l’ingranaggio inizia seriamente a gracchiare quando alla fine dell’ora scarsa in loro compagnia quel che rimane sono una serie infinita di rimandi al rock-alt-pop statunitense prodotto tra l’inizio degli anni ’90 e i primi ’00. Dei Pearl Jam, ad esempio c’è l’urgenza rabbiosa di Ten, così come il livore acustico del Vedder solista (Riverside).

Ed è un peccato che nel tirare le somme Giampaolo Speziale e soci, pur mettendo in fila anche una serie di riuscite ballate (In The Reign Of Flies, Circus, la schizofrenica The Chase), non siano riusciti a dare una decisiva marcia in più ad un lavoro che non brilla per originalità, ma conferma le ottime qualità compositive del gruppo.

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