Negli scorsi mesi Strappare Lungo i Bordi è stata una delle serie più chiacchierate in Italia. Nel bene e nel male, ha stimolato una discussione e riscosso ampi consensi. In un’intervista al quotidiano britannico Guardian, Michele Rech torna sulla genesi della serie, ripercorrendo altresì gran parte della propria carriera.
Proprio dieci anni fa, nel 2011, Zero dava alle stampe la sua prima graphic novel, La Profezia dell’Armadillo (in seguito diventata anche un film). All’epoca, ricorda l’autore, non avrebbe mai creduto di potersi guadagnare da vivere solo attraverso i fumetti.
Non ho mai pensato che fare il fumettista sarebbe potuta essere la mia principale fonte di reddito. Anche perché molte persone mi dicevano che non avevo abbastanza talento per diventare un autore di fumetti.
Zerocalcare
Oggi invece La Profezia dell’Armadillo – dopo essere stata rifiutata da decine di case editrici prima di essere pubblicata da Bao – è arrivata alla 24esima ristampa, per un totale di circa 150mila copie vendute.
L’idea di una serie animata era da tempo nella testa di Zerocalcare, principalmente per una ragione legata alla musica. «Avevo sempre infilato i miei suggerimenti musicali nei fumetti, ma sapevo che molte persone non li avrebbero mai ascoltati», dice. «Volevo che le persone li ascoltassero, e così ho inondato Netflix con centinaia di mail finché non hanno ceduto. Mi hanno lasciato la libertà di decidere il contenuto a mio piacimento».
Inutile dire che la perseveranza ha premiato: Strappare Lungo i Bordi è presto diventata la serie più vista in assoluto su Netflix Italia, e l’autore fa ancora molta fatica a rapportarsi con il successo.
Devo rendermi conto che le cose non sono più com’erano qualche mese fa. E forse non è facile per uno come me.
Zerocalcare
Successo testimoniato, poi, anche dalle ormai ben note file ai firma-copie organizzati in giro per l’Italia. O meglio, dovremmo definirli disegna-copie.
L’ultima volta che ho firmato le copie dei miei fumetti è durata 14 ore. È estenuante, ma voglio che il mio rapporto con i lettori sia il più trasparente possibile. Alcuni dicono che dovrei assumere un agente che dice “no”, che dovrei firmare solo le prime 40 copie. Mi sentirei come se stessi delegando il lavoro sporco a qualcun altro. Ma sarebbe un’ingiustizia e mi sentirei in colpa.
Zerocalcare
L’intervista ripercorre anche l’impegno politico di Rech: dal suo primo fumetto a nome Zerocalcare, La Nostra Storia alla Sbarra, uscito per sostenere le spese legali degli arrestati del G8 di Genova, a Kobane Calling, il libro che racconta la resistenza delle combattenti curde nel nord della Siria. Proprio il suo sostegno alla causa curda, riaffermato e amplificato dal successo della serie di Netflix, è stato di recente oggetto di accuse da parte di quotidiani filo-governativi turchi.
Su queste pagine potete ascoltare la soundtrack della serie e leggere la nostra recensione, curata da Davide Cantire. Su SA trovate inoltre 24H con Zerocalcare, un mini documentario sulle fasi di lavorazione di Strappare lungo i bordi.