Zerocalcare
Zerocalcare, still dall'intervista di Netflix (2021)

Zerocalcare. Il complesso lavoro dietro “Strappare lungo i bordi” raccontato dal fumettista e da chi ha animato la serie

Le lavorazioni della serie tv di Zerocalcare, dal doppiaggio all'animazione

Per promuovere la sua prima serie animata, Strappare lungo i bordi, Michele Rech, in arte Zerocalcare, ha aperto le porte della propria abitazione a Rebibbia per raccontare a un inviato di Netflix la propria giornata tipo. In verità questa è solo una scusa. Posto il fatto che il fumettista trascorre il proprio tempo raggomitolato sul divano a disegnare («Avete presente il giorno della marmotta dove c’è quello che si sveglia e fa ogni giorno la stessa cosa?»), le 24 ore assieme a lui riguardano la serie tv che tanto sta raccogliendo in termini di audience, discussione, apprezzamenti (molti) e critiche (alcune) dal punto di vista delle sue fasi di lavorazione.

Una prima parte in questo senso è dedicata agli studi romani dove è avvenuto il doppiaggio. Qui intervistato anche è la coscienza/Armadillo Valerio Mastandrea, che ammette che questa è stata la sua prima esperienza come doppiatore; il clou però è al DogHead di Firenze, lo studio d’animazione dove la serie è stata materliamente animata. Qui un team di 100 persone ha impiegato giornate a studiarsi ogni singola tavola di qualsiasi fumetto da lui prodotto, sono stati fatti numerosi incontri settimanali in cui fare il punto sulle lavorazioni, correggere i difetti e così via.

Sentite dalle vive voci dei protagonisti come è andata, mentre la serie era ancora in lavorazione, nello streaming condiviso in queste ore da Netflix in forma di mini documentario.

Ho fatto visita allo studio DogHead una volta a settimana. Qui facevamo il punto per quanto riguarda ciò che è stato fatto e quello che bisogna fare. Proiettavamo ciò che è stato montato e lo guardavamo assieme. Ci accorgevamo delle correzioni da fare. Ma questo è anche il momento in cui vedevo il risultato dell’animazione, ovvero ciò che era stato fatto durante la settimana. All’inizio mi ero impuntato sul fatto che vedevo i disegni troppo geometrici. Ci vedevo il tratto vettoriale e non quello disegnato. Quindi li andavo a disegnare, sentendomi una merda. Ma questo è successo soltanto durante la prima visita. Poi ci siamo sintonizzati perfettamente.
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