Primus
Fontaines D.C., foto di Filmawi (2022)

Weekend discografico. In streaming gli album di Alessandro Fiori, Primus, King Gizzard, Fontaines D.C., Spiritualized e altri

Nel nostro consueto approfondimento sulle uscite del weekend ci sono band che stanno maturando una propria cifra stilistica e altre che, una volta conquistata, vi ritornano ciclicamente senza ripetersi

Weekend discografico ricco di uscite che paiono legate a concetti come identità e appartenenza. Identità irlandese nel caso degli expat (a Londra) Fontaines D.C., appartenenza a un personale continuum psichedelico se parliamo di Jason Pierce / Spiritualized e King Gizzard & the Lizard Wizard, street cred post-fama per dire di Pusha T, affermazione di un “cantautorato in technicolor” se parliamo dell’ex Mariposa Alessandro Fiori e prog metal dall’impronta zappiana se citiamo i Primus.

Ognuno di questi artisti sembra affermare una conquistata emancipazione e autorevolezza nel proprio campo. In Skinty Fia la formazione irlandese dimostra di aver maturato un proprio linguaggio, di aver prestato attenzione alla scrittura trovando in un punto intermedio tra Dublino e Londra (Manchester), un terreno in cui spogliarsi dell’ingombrante, oltre che limitante, etichetta post-punk. Sulle nostre pagine la recensione del disco e l’intervista a uno dei suoi componenti sono di Fernando Rennis, mentre di Everything Was Beautiful, il nuovo disco degli Spiritualized, ha scritto Tommaso Iannini, sottolineando proprio come nello specifico il discorso identitario si sposi con un eterno ritorno a una cultura sonica ben precisa e ben rappresentata da un’opera magna.

Pierce sembra voler riproporre Ladies and Gentlemen We Are Floating in Space a ogni nuova uscita, ossessione che non riduce ogni nuovo lavoro a una copia di quello, ma a un nuovo tassello all’interno di una costellazione che porta il suo nome. Pian piano, con i loro tempi, è il traguardo a cui arriveranno anche i King Gizzard, che in Omnium Gatherum, ritrovatisi a suonare tutti assieme sotto lo stesso tetto, stanno nel frattempo ritornando su quanto fatto in precedenza, ma in forma di febbrile jam. Ne è venuto fuori un caleidoscopico doppio album di un’ora e venti minuti in cui si spazia dal pop al funk, dal soul al rap, con qualche capatina nel metal. Sentiteli in The Dripping Tap come spingono tra hard e psych, tanto che un nome da spendere qui è quello di Zappa e di un disco come Uncle Meat.

E lo citiamo, Zappa, perché è da sempre anche il santino dei nostri amati Primus. Per Les Claypool e Co., tornati con l’EP Conspiranoid, si tratta di ribadire quanto in un continuum prog e freak abbiano piantato un tassello tanto importante quanto mobile sul proprio asse. Se da una parte il trio omaggia il disco prog dei Rush in tour, in studio conferma che nessuno lo fa come i Primus e che la band opera su specifici filoni della storia del rock. La recensione del disco è di Valerio di Marco.

Parlavamo di street cred per Pusha T. In It’s Almost Dry, che vanta le basi di due dei migliori in questo senso, Pharrell Williams e Kanye West, il gansta rapper è uscito dal giro solo a parole: nei fatti il passato continua a riportarlo punto a capo nel malaffare. E va benissimo così: il disco rappresenta l’ennesima conferma di un personaggio affatto virtuoso ma assolutamente magnetico e non ancora adagiato sugli allori. Soprattutto lo riconosci lontano un miglio, proprio come Alessandro Fiori, che riprende il suo miglior cantautorato per centrare probabilmente il suo disco più maturo, ovvero Mi sono perso nel bosco, recensito da Fabrizio Zampighi.

Per l’elenco completo delle uscite del weekend (ce ne sono molte altre) vi rimandiamo, come sempre, alla nostra sezione weekly. Su Spotify trovate inoltre la nostra playlist settimanale, mentre nella sezione classifiche trovate l’aggiornamento fino ad oggi del meglio del 2022.

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