Presentato in anteprima nazionale e internazionale alla 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in apertura della sezione collaterale Orizzonti, Sulla mia pelle si avvale della collaborazione produttiva del colosso dello streaming Netflix, il quale distribuirà il film sulla sua piattaforma a partire dal 12 settembre (con Lucky Red che contemporaneamente piazzerà la pellicola nelle sale).
Dopo le reazioni in sala (la nostra recensione è in arrivo), cast, regista e produttori hanno partecipato alla consueta conferenza stampa in cui hanno avuto modo di spiegare la genesi del progetto e approfondire il loro rapporto con i rispettivi personaggi. Il più attento e applaudito è naturalmente Alessandro Borghi, reduce dal successo di Suburra – La serie e prossimamente nell’atteso Il primo re di Matteo Rovere. Al centro delle domande dei presenti la notevole trasformazione fisica dell’attore, che per la parte ha perso ben 18 chili di peso: «La prima reazione è stata di paura, perché si va a toccare una storia che è ancora una ferita aperta per il nostro paese. Era complicato trovare la misura giusta per raccontare questa storia. Emotivamente erano tanti anni che stavo dietro alle vicende di Stefano Cucchi, anche tanti anni prima di pensare di farci un film. Dopo ho capito che questa era un’occasione inestimabile per poter usare il cinema, che per me è il mezzo migliore per raccontare una storia di cui c’era bisogno. Quando ho letto la sceneggiatura l’ho adorata subito per il suo rigore, per il fatto che non tendesse a strumentalizzare nulla, una sceneggiatura corretta, seria; è stata sicuramente una sfida importante dal punto di vista fisico, dato che a causa della perdita di peso sono diventato molto antipatico, e resomi conto di questo, è stata un’occasione per scoprire ancora di più me stesso intimamente. Perché a quel punto non hai vita sociale ma sei solo a casa con i tuoi 40 grammi di lenticchie rosse decorticate. Bisogna ovviamente essere seguiti da un professionista e avere una ragione valida per farlo».
Per Jasmine Trinca è stato importante non tradire il senso della sua controparte: «Interpretare Ilaria Cucchi è stato impegnativo non tanto per l’immedesimazione, ma per il timore di rappresentare fedelmente la storia, il suo peso pubblico, un atto di generosità che esigeva rispetto. Questa è stata la traccia, ma il lavoro con il resto del cast è stato essenziale». Tra i presenti anche Max Tortora, in una veste – quella di attore drammatico – lontana anni luce da quella a cui il suo pubblico è abituato a vederlo: «La misura si è rivelata fondamentale, perché bisogna metterci molto impegno, ma mai troppo di sé. Non posso che ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto».
Infine, sia Borghi che il regista, Alessio Cremonini, hanno convenuto su quanto sia superfluo il calcare troppo il pensiero di uno su un altro sull’esito della vicenda, che è tutt’altro che risolta giudiziariamente: “Tutto quello che si vede nel film è un racconto oggettivo dei fatti, quindi mi sono attenuto a registri, verbali e quant’altro, quindi di mio ho messo davvero poco». Gli dà man forte il regista: “Abbiamo accumulato una montagna di materiale, ma alla fine il vero protagonista non può rispondere perché non c’è più; quindi abbiamo cercato di non prendere una parte ben precisa, ma lo spettatore ha la discrezione di pensarla come vuole e farsi un’idea sua. Quando il soggetto non può rispondere, il regista diventa una sorta di archeologo. Personalmente sono un garantista. I film non sono un’aula di tribunale, non giudicano, è giusto siano i magistrati a dire cosa sia successo. Io ho una mia idea, Alessandro ne ha una sua. Noi abbiamo cercato di dire che magari Cucchi non ha avuto lo stesso rispetto dato ad altri nel corso del suo calvario giudiziario». Conclude Borghi: «Fare un film molto più cattivo sarebbe servito davvero a poco, magari solo agli haters. E probabilmente il film non sarebbe nemmeno uscito. L’obiettivo era quello di fare un film rigoroso, fedele e distribuirlo nelle sale per la visione».
Come detto, Sulla mia pelle sarà su Netflix dal 12 settembre. Su queste pagine potete visualizzare il nuovo trailer; la nostra recensione dalla Mostra di Venezia è in arrivo.