Alan Sparhawk
Alan Sparhawk, Sophia Photo Co. (2024)

Trent Reznor e Atticus Ross assoldano Alan Sparhawk per “Vaster Than Empires”

Si tratta dell'alt take dell'omonimo brano estratto dalla colonna sonora di “Queer” il nuovo film di Luca Guadagnino in uscita nel 2025

Tra i brani pubblicati venerdì 13 dicembre c’è anche Vaster Than Empires nella versione con Alan Sparhawk dei Low. Si tratta di un’alt take dell’omonimo brano contenuto in Queer, la colonna sonora di Trent Reznor e Atticus Ross per l’omonimo film di Luca Guadagnino, dove nell’originale troviamo invece Caetano Veloso. Sia il brano che l’intera soundtrack sono stati condivisi sulle principali piattaforme di streaming.

Queer: il nuovo film di Guadagnino tra desiderio e ossessione

Queer di Luca Guadagnino, in uscita il 13 febbraio 2025, è un adattamento cinematografico del romanzo Checca di William S. Burroughs, scritto nel 1985. Ambientato nella Città del Messico degli anni ’40, il film racconta la storia di Lee, un uomo che vive tra i locali della capitale messicana e si invaghisce di Allerton, un giovane di cui diventa ossessionato.

La pellicola esplora i temi del desiderio, dell’alienazione e della ricerca di un’identità in un contesto di sensualità e disillusione. Le riprese sono state effettuate a Cinecittà tra aprile e giugno 2023, e la produzione è stata gestita da Frenesy Film Company, The Apartment Pictures e Fremantle North America.

Il lavoro ha già ricevuto alcuni commenti positivi da parte della critica: secondo Pietro Masciullo di Sentieri Selvaggi è “il film più stratificato e personale di Guadagnino”, mentre Emanuele Antolini di CineFacts lo definisce “un viaggio lisergico nell’ossessione per il desiderio”. È stato presentato in anteprima al Festival di Venezia 2024, dove ha concorso per il Leone d’Oro e il Queer Lion, e si è guadagnato una candidatura ai Golden Globe 2025 per il miglior attore drammatico, Daniel Craig. Queer promette di essere un viaggio nel desiderio umano, una riflessione sulla libertà e l’ossessione.

White Roses, My God

Alan Sparhawk è tornato lo scorso settembre alla pubblicazione discografica con White Roses, My God, un ritorno spiazzante. Pubblicato da Sub Pop, è il suo primo lavoro dopo la scomparsa della moglie e compagna di band, Mimi Parker, morta nel 2022 dopo una lunga battaglia contro il cancro. Il tono della sua voce, trattata con effetti come vocoder o auto-tune, ricorda quello di Kurt Wagner degli Lambchop, ma trasportato in un contesto che mescola l’hip hop con una griglia sintetica viscerale, evocando atmosfere che richiamano Dälek e Suicide.

I synth oscillano tra una vena pop discutibile, come nella traccia Heaven (con la partecipazione del gruppo folk Trampled By Turtles), e aperture gospel in Get Still, fino a spingersi verso una trap scura che ricorda Kanye West in 808s & Heartbreak. In questo contesto, non c’è spazio per l’ironia, ma piuttosto per una sofferenza palpabile, che emerge anche dai testi, celati dietro il trattamento spiazzante della voce. La recensione del disco su queste pagine è di Tommaso Iannini.

Tracklist

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