Dopo aver annunciato una parte della line up, Together For Palestine, l’evento in programma il 17 settembre alla Wembley Arena di Londra promosso da Brian Eno a sostegno della Palestina, svela un aggiornamento del cast. Sul palco si alterneranno Damon Albarn, Bastille, Cat Burns, Greentea Peng, Hot Chip, James Blake, Jamie xx, King Krule, Mabel, Obongjayar, Paloma Faith, Rachel Chinouriri e Sampha.
Accanto a loro, il contributo diretto di artisti palestinesi come Adnan Joubran, Faraj Suleiman e Nai Barghouti, voci e suoni capaci di incarnare l’identità culturale di un popolo oppresso da decenni di violente politiche colonialiste. Non mancheranno performance uniche e collaborazioni inedite, con Rina Sawayama, PinkPantheress e Riz Ahmed con set realizzati ad hoc.
A confermare la partecipazione anche da remoto ci sono i Portishead, che pur non potendo essere presenti fisicamente alla Wembley Arena hanno voluto contribuire all’iniziativa: «Although we can’t be there in person on the 17th September we are proud to be a part of this event», scrivono in un comunicato, invitando il pubblico a sostenere il fondo Together For Palestine tramite Choose Love.
Prodotto esecutivamente da Eno insieme a Khaled Ziada, Khalid Abdalla e Tracey Seaward, l’evento punta a «mandare un messaggio di amore e solidarietà al popolo palestinese – che non è stato dimenticato», come dichiarato dall’artista britannico. I proventi saranno interamente devoluti a partner palestinesi attraverso la charity Choose Love, impegnata in prima linea nell’assistenza umanitaria a Gaza e in Cisgiordania.
Per Eno, il silenzio equivale a complicità: «Gli artisti hanno sempre aiutato le società a denunciare le ingiustizie e a immaginare futuri migliori. È il momento di unirci, alzare la voce e riaffermare la nostra umanità condivisa».
Il percorso di impegno di Brian Eno
L’iniziativa di Eno rientra in un percorso già segnato da numerose prese di posizione pubbliche. Nei mesi scorsi ha devoluto alla causa palestinese il compenso ricevuto per il celebre chime di Windows 95, ha firmato un appello contro i legami tra Microsoft e Israele e ha invitato il festival Field Day a prendere le distanze dal fondo KKR (coinvolto anche nella polemica legata al Sonar), attivo in investimenti su insediamenti nei territori occupati.
Lo scorso aprile ha partecipato, insieme a Nadine Shah, Maxine Peake e altri artisti, a un concerto benefico alla Union Chapel di Londra; nel progetto Voices For Gaza ha letto testimonianze da Gaza accanto a membri di Fontaines D.C., R.E.M., Bastille e altri. Questo mese ha inoltre aderito al sindacato informale promosso da Massive Attack contro le intimidazioni nel mondo musicale rivolte a chi prende posizione su Gaza.
Iniziative live italiane
Dalle nostre parti, un’iniziativa simile Together For Palestine è stata promossa da Piero Pelù con S.O.S. PALESTINA!, evento che unisce musica e impegno sociale in sostegno della causa palestinese. E SHOEGAZA, che unisce quattro tra le band più rappresentative della scena shoegaze italiana per tenere alta l’attenzione sulla crisi umanitaria.