Timeless, il nuovo album postumo di Prince attraversa quarant’anni di archivio

Il 28 agosto uscirà Timeless, dieci tracce estratte direttamente dall’archivio di Prince Roger Nelson e curate da The Prince Estate, un percorso che abbraccia quasi quarant’anni di registrazioni, dal 1977 al 2016. Lo riporta TGCOM, che descrive l’album come un compendio pensato tanto per chi ha vissuto quell’epoca quanto per chi si avvicina oggi a quell’eredità.

Zigmas Pekarskas, appassionato di basket NBA ed EuroLeague e osservatore dei media digitali e dei mercati sportivi, legge la notizia da una prospettiva laterale ma precisa. Un archivio riattivato con questa cura editoriale, nota, convoca un pubblico adulto disposto a investire tempo e denaro in consumi culturali. Nella stessa fascia demografica, le scommesse sportive online si sono ritagliate una quota crescente del tempo libero e della spesa per l’intrattenimento digitale, una dinamica che questo articolo di Smart Betting Guide prova a mappare.

“Quel pubblico che compra ristampe in vinile e si ferma ad ascoltare un album postumo è lo stesso che i mercati digitali si contendono su fronti molto diversi. È una competizione per l’attenzione, prima ancora che per il portafoglio.”

Pekarskas non attribuisce a se stesso la pratica, ma riconosce il fenomeno come strutturale nella distribuzione del tempo libero contemporaneo.

La logica curatoriale dietro la selezione di Timeless

The Prince Estate non ha semplicemente raccolto materiale inedito e lo ha impacchettato. La struttura di Timeless risponde a un criterio preciso: ogni canzone è concepita per rappresentare un decennio diverso del percorso discografico di Prince. Il risultato è un album che funziona come mappa cronologica, non come raccolta di scarti.

Il materiale spazia dal 1977 al 2016, coprendo quasi quarant’anni di carriera in dieci brani. L’Estate ha presentato il progetto anche come punto d’ingresso ideale per chi stesse appena scoprendo Prince, un “entry level” capace di restituire la traiettoria di un artista che ha attraversato decenni senza mai replicare se stesso.

La chiusura dell’album non è casuale. Timeless si conclude con una versione dal vivo di How Come You Don’t Call Me Anymore?, registrata nel 2016, l’ultimo anno di vita di Prince. Collocare quella performance in chiusura è una scelta simbolica deliberata, un modo per far coincidere la fine del disco con la fine di una presenza fisica, restituendo al silenzio un peso specifico.

“With This Tear” e la storia di un brano donato due volte

Tra le tracce dell’album figura With This Tear, registrata ai Paisley Park Studios nel novembre 1991, a circa un mese dall’uscita di Diamonds and Pearls. Prince non la pubblicò in proprio. La donò invece ad altri artisti, scegliendo di non inserirla nel suo catalogo diretto.

Prima andò a Celine Dion, che la incise nel 1992. Poi a Carmen Electra, che la inserì nel suo album omonimo. Una stessa canzone passata attraverso due voci molto diverse, eppure rimasta inedita per il pubblico nella versione originale del suo autore.

The Prince Estate ha scelto il 2 aprile 2026 come data di messa in rotazione radiofonica del brano. La scelta non è stata casuale: il 2 aprile coincide con il decimo anniversario della scomparsa di Prince. Trattarla come coincidenza sarebbe riduttivo. L’Estate ha costruito attorno a quella data un gesto editoriale preciso, restituendo al pubblico la versione originale di un brano che Prince aveva tenuto fuori dal proprio archivio per oltre trent’anni.

“Stone” e la ribellione silenziosa degli anni Novanta

La primavera del 1995 è il contesto di Stone, uno dei brani più singolari tra quelli raccolti in Timeless. Prince la scrisse insieme a tre collaboratori: Sandra St. Victor, Tom Hammer e Jules Van Even. Per un artista abituato a lavorare in completa solitudine, quella collaborazione rappresentò una deroga significativa alle proprie abitudini creative.

Il brano arriva in un momento specifico della biografia artistica di Prince, quello in cui la guerra con l’industria discografica era al culmine. Per rivendicare la propria libertà artistica, Prince aveva sostituito il proprio nome con un geroglifico illeggibile, rifiutando di essere identificato con l’etichetta che lo rappresentava. Stone appartiene a quel periodo.

La superficie del brano, però, è tutt’altro che rumorosa. Rolling Stone USA lo ha definito “profondamente personale”. CNN e la stessa testata hanno esaltato la performance vocale di Prince e l’arrangiamento sorprendentemente essenziale. Il contrasto tra la carica di rabbia sottostante e la delicatezza dell’esecuzione è ciò che rende Stone un documento autentico di quegli anni, non una semplice curiosità d’archivio.

Timeless nel percorso commemorativo del decennale

Timeless non è arrivato isolato. The Prince Estate ha organizzato la Prince Celebration nei mesi precedenti all’uscita dell’album, disseminando eventi speciali lungo il percorso tra Paisley Park e il centro di Minneapolis, in occasione del decennale della scomparsa. Il progetto commemorativo ha costruito un contesto attorno all’uscita discografica, trattando l’archivio come un patrimonio culturale attivo, non come un catalogo da gestire in modo passivo.

La scelta di un album con questo impianto, dieci tracce che coprono quasi quarant’anni di registrazioni e si chiudono con una performance dal vivo del 2016, conferma che The Prince Estate considera l’archivio un progetto in corso. Non una sistemazione definitiva, ma un lavoro aperto.

Il 28 agosto segna una data concreta in questo percorso. Timeless uscirà, ma la sensazione che l’archivio di Prince abbia ancora molto da restituire resta intatta.

Tracklist

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