Tim Commerford, 54enne bassista dei Rage Against the Machine, ha raccontato la sua battaglia contro il cancro alla prostata in una recente intervista a Spin. Il musicista è ora fuori pericolo. L’operazione è avvenuta giusto prima dell’inizio del tour con la band ma i risultati sono arrivati soltanto di recente («I just got my six-month test, and it came back at zero»).
Volevo farmi l’assicurazione per la vita ma i valori del mio PSA non erano giusti. Non me l’hanno data. Sulle prime i numeri erano bassi, poi nel giro di un anno e mezzo, continuavano a salire. Ho fatto una biopsia ed è risultato che avevo il cancro. Così mi hanno tolto la prostata… …certo, avrei dovuto prenderla più seriamente, domandarmi perché quei numeri continuavano a salire… Ho passato i sei mesi successivi l’intervento con il fiato sospeso. L’operazione è avvenuta due mesi prima dell’inizio del tour, il dottore aveva pronosticato che non sarei stato pronto. È stata dura… …Il cancro alla prostata è una brutta bestia, uno perché è connesso alla tua sessualità… …ho cercato dei gruppi di supporto, molto difficile trovare gente, poter parlare… …pensavo di aver un’alta tolleranza al dolore ma quel tipo di dolore non l’avevo mai provato… …mi ha messo in ginocchio… …ora che i dolori sono passati, mi alleno e faccio cose, ma psicologicamente il danno è stato serio. Alle volte non ce la faccio proprio a non farmi prendere dall’emotività… …mi ha aiutato sapere di gente che aveva attraversato le mie stesse vicissitudini. Alla TV ho appreso che a Andy Talyor hanno diagnosticato un cancro alla prostata al quarto stadio… …più che un terapista, può aiutarti parlare con uno che ci è passato… …in questi mesi, ad ogni test mi domandavo “è questa la volta che i numeri andranno su? Cosa dovrò affrontare dopo?”. Ho appena avuto i risultati di quello dei sei mesi. E’ tornato a zero. Fuck Yeah! Questa è la miglior sensazione che potrò mai provare da qui in poi.
Tim Commerford
Nel frattempo il quartetto è stato costretto ad annullare il tour europeo ma anche tutte le date previste per il 2023, sempre a seguito delle complicazioni dell’infortunio al tendine d’achille di Zack de la Rocha.
Tra i momenti topici della scorsa tournée, il debutto di Born of a Broken Man, brano contenuto nell’album The Battle of Los Angeleses (1999) e che Tom Morello e soci non suonavano dal vivo da ben 14 anni, l’assalto Close Your Eyes (And Count to Fuck), cover dei Run the Jewels (duo in apertura a quasi tutti i concerti del Public Service Announcement) che ha visto questi ultimi salire sul palco per una performance all’arma bianca. E la cover di The Ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen, la cui versione in studio è contenuta nella raccolta di cover Renegades (2000) e che aveva debuttato dal vivo a 22 anni dall’ultima volta nella prima data del tour.
Quest’anno una radio di Vancouver ha trasmesso per 18 ore di fila il brano Killing in the Name, dopo il licenziamento dei conduttori radiofonici mattutini e pomeridiani. Nello storico di SA, sui RATM si possono leggere Profeti di rabbia, l’articolo d’approfondimento dedicato alla band, e la recensione dell’album omonimo. Sulle nostre pagine potete inoltre recuperare il mini documentario Killing In Thy Name.