Il più grande coro britannico ha annunciato che non eseguirà più la canzone dei Police Every Breath You Take a causa dell’“impatto” del suo contenuto considerato controverso.
Composto da oltre 31.000 membri in tutto il Regno Unito, il Rock Choir ha eseguito a lungo il classico brano del 1983, ma ha ora confermato che lo eliminerà dal suo repertorio.
Ciò è dovuto, si diceva, al contenuto della canzone, che sembra ritrarre una relazione tossica in cui il protagonista sembra perseguitare il suo interesse romantico.
In una lettera a tutti i membri del coro, la fondatrice del Rock Choir Caroline Redman Lusher ha spiegato la decisione di eliminare tutte le future interpretazioni della canzone e ha ricordato che la decisione è stata presa a causa dell’impatto negativo che la canzone stava avendo su alcuni membri.
«Carissimi Rockies, dopo aver riflettuto a lungo e discusso con alcuni membri del team, ho preso la difficile decisione di rimuovere ‘Every Breath You Take’ dal repertorio”, si legge nella lettera. «Non ho mai rimosso una canzone prima d’ora, ma a causa dell’impatto che la narrazione sta avendo su alcuni Rockies e del potenziale – quando verrà insegnata – di sentimenti più negativi da parte di un’utenza più ampia, ritengo sia saggio sostituire la canzone».
Every Breath You Take è uno dei brani più iconici dei Police, ma anche uno dei più fraintesi. Sebbene Sting abbia più volte negato che il testo parli semplicemente di uno stalker, la canzone esplora temi di controllo e ossessione. Il tono apparentemente romantico si rivela, in realtà, un sottile travestimento, un gioco raffinato tra ciò che è esplicito e ciò che resta implicito.
Nel 1983, Sting descrisse il brano come “una canzone piuttosto malvagia”. Dieci anni più tardi, in un’intervista all’Independent, raccontò la genesi del pezzo. In quel periodo si era separato dalla sua prima moglie, Frances Tomelty, ed aveva iniziato una relazione con Trudie Styler. Per sfuggire all’attenzione pubblica, si rifugiò nei Caraibi, iniziando a scrivere la canzone alla scrivania di Ian Fleming nella tenuta Goldeneye a Oracabessa, in Giamaica.
“Mi sono svegliato nel cuore della notte con quella frase in testa, mi sono seduto al pianoforte e l’ho scritta in mezz’ora. La melodia di per sé è generica, un insieme di centinaia di altre, ma le parole sono interessanti. Sembra una canzone d’amore rassicurante”. Solo successivamente si rese conto della sua natura inquietante: “Credo stessi pensando a Big Brother, alla sorveglianza e al controllo. Erano gli anni di Reagan e del programma Guerre Stellari. Oh Dio, ora dirai che sono pretenzioso…”.