Continuiamo il nostro inabissamento nelle profondità del Thalassa Festival presentando due progetti protagonisti della seconda giornata appannaggio dei “mammasantissima” dell’industrial e dell’underground romano più off, rispettivamente Dream Weapon Ritual (il nuovo progetto di quel Simon Balestrazzi che con la sigla T.A.C. ha segnato alcune decadi di rumore made in Italy) e il collettivo no-wave-post-tutto GustoForte.
Dream Weapon Ritual
Simon Balestrazzi ha cominciato a fare musica più di 30 anni fa con Tomografia Assiale Computerizzata ( T.A.C. ), progetto grazie al quale è diventato personaggio di culto nelle scene avant/industrial/elettronica. Assieme a Monica Serra, presente nella incarnazione più recente di T.A.C., ha creato un altro progetto mutante, Dream Weapon Ritual, che incorpora elementi elettronico/industrial, drones ed accenni di folk futuristico. Il risultato è una musica libera che sfugge alle definizioni e mantiene un aspetto visionario e sognante.
GustoForte
Prime movers della scena underground romana, mai parole furono più indicative di quelle che essi stessi usano per presentarsi: “Per tentare di descrivere il suono e i Suoni che rigurgitano in GustoForte, forse basta pronunciare la parola Malagrotta: la discarica che abbraccia Roma da 40anni, 240 ettari di fanghi e scarti di ogni tipo. GustoForte è una discarica della memoria che plasma le melme inservibili delle avanguardie nazionali in forme nuovissime stracolme di massa grassa popolare”.