Il 30 ottobre esce Teho Teardo Plays Twin Peaks and Other Infinitives, il nuovo progetto solista del compositore e sound designer Teho Teardo, realizzato con la collaborazione di Stefano Bollani, Abel Ferrara, Keeley Forsyth e altri musicisti.
Il termine «Infinitives» assume nel disco una valenza simbolica: verbi all’infinito da declinare in tempi incerti, scandendo una riflessione sul presente. Teardo ricostruisce melodie sottili tratte da Barbara Strozzi, Henry Purcell, J.S. Bach e Angelo Badalamenti, facendole viaggiare nell’aria come uccelli notturni che cantano nell’oscurità dei boschi.
Questa operazione sonora non è solo studio in studio: il progetto si traduce in un’esperienza dal vivo, Concerto al buio. In cinquanta minuti immersi nella penombra, il pubblico è invitato a distendersi, ascoltare in stato di sospensione, senza sapere cosa emergerà nella stanza. Le tracce nascono da registrazioni ambientali notturne in foreste al confine tra Italia, Austria e Slovenia, dove pattern ritmici micro-strutturati si intrecciano a versi, vento, richiami animali e frammenti sonori.

Tra i brani contenuti nel disco spiccano titoli come Falling, Laura Palmer’s Theme, Twin Peaks Theme, The Ghost of Piacenza e And the Birds Will Have Their Say.
Secondo Teardo, la melodia di Twin Peaks è giunta fino a lui per vie invisibili, intrecciata al canto degli uccelli: una lettura che fonde il familiare con l’ignoto. Bollani ha contribuito mettendosi al fianco dell’autore come lente di indagine, potenziando l’intensità espressiva del materiale melodico.
Ascoltare distesi, vedere col suono
Le prime date in cui sarà eseguito dal vivo il concerto sono:
- Il 14 ottobre a Torino, nell’ambito di Torino Spiritualità
- Il 29 ottobre al MAXXI di Roma
- Il 31 ottobre a Parma, per il festival Il Rumore del Lutto con Blixa Bargeld.
Concerto al buio non è nuovo nel percorso dell’artista: l’idea di un ascolto sospeso e immersivo ha guidato già precedenti edizioni del progetto, che predilige ambienti in cui il pubblico possa sdraiarsi (sale di danza, gallerie, spazi espositivi) e richiede un’oscurità quasi totale.
In questa rinnovata proposta, il buio non è solo contorno, ma elemento attivo: è la condizione in cui i suoni si dispiegano, in cui il silenzio ha spessore, e in cui l’ascolto diventa un atto di esplorazione dei sensi.