PARMA — La diciannovesima edizione de Il Rumore del Lutto, festival italiano dedicato alla Death Education, si concentra in un fine settimana denso di musica al Teatro al Parco, nel Parco Ducale di Parma. Sabato 18 ottobre saranno protagonisti Teho Teardo e Blixa Bargeld, mentre domenica 19 ottobre si esibirà Gavin Friday, nell’unica data italiana del suo tour.

Teardo & Bargeld: sperimentazione sonora e visione dialogica
Sabato 18 ottobre alle ore 21, Teho Teardo & Blixa Bargeld presenteranno Christian & Mauro, il loro lavoro più recente, accompagnati da quartetto d’archi, clarinetto basso e violoncello. L’album, recensito su queste pagine da Stefano Pifferi, segue Nerissimo ed esplora temi che oscillano tra cosmologia, memoria e introspezione, con incursioni tra antico e contemporaneo.
Teho Teardo (nato Mauro Teardo, 1966, Pordenone) è compositore, sound designer e musicista; ha collaborato con Lydia Lunch, Mick Harris e altri nomi della scena sperimentale. È anche autore di importanti colonne sonore per il cinema italiano, fra cui Il Divo di Paolo Sorrentino, con cui ha vinto il David di Donatello è andato a nel 2009. Blixa Bargeld (1959, Berlino Ovest) è una figura centrale nell’avanguardia musicale europea: fondatore degli Einstürzende Neubauten e ex chitarra / voce dei Bad Seeds di Nick Cave.
La lunga collaborazione artistica fra Teardo e Bargeld è caratterizzata da un rapporto intenso che va oltre il semplice progetto: l’idea è reinvestire continuamente il dialogo sonoro e semantico, mantenendo sempre una tensione viva verso nuove forme espressive.
Gavin Friday: tra punk, lirismo e visione cinematica
Domenca 19 ottobre (ore 21), Gavin Friday salirà sul palco del Teatro al Parco presentando il suo nuovo album Ecce Homo, in un concerto che unisce musica, teatro e arte visiva. Il pomeriggio è preceduto da un evento dedicato ai Carnival of Fools e a Mauro Ermanno Giovanardi.
Gavin Friday, vero nome Fionán Martin Hanvey, nato nel 1959 a Dublino, divenne celebre come frontman dei Virgin Prunes, ensemble post-punk dallo stile provocatorio e teatrale. Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1986, si è dedicato anche alla pittura, alle installazioni e alla composizione, spesso in dialogo con il cinema e il teatro.
Per Ecce Homo, il primo lavoro solista dopo un intervallo di tredici anni, Friday ha incorporato arrangiamenti orchestrali (violoncelli, viole, archi) su basi contemporanee, modellando il disco attorno al vissuto del lutto: la perdita della madre, amici, e la revisione della propria storia. L’album è stato idealmente costruito in parallelo a eventi personali, inclusi decessi significativi nel periodo della pandemia, che hanno influenzato testi e tono compositivo. La recensione del disco su queste pagine è di Valerio di Marco.