Subsonica. La nomina ad ambasciatori di Torino divide il Consiglio comunale: “Mancato rispetto alla musica della città”

Il centrodestra annuncia il voto contrario al riconoscimento per il coinvolgimento di Max Casacci nella vicenda Askatasuna. La replica della band arriva sui social

Una proposta pensata per celebrare una delle esperienze musicali più significative espresse da Torino negli ultimi trent’anni è – come d’altronde ci si poteva immaginare – diventata in poco tempo un caso politico. La nomina dei Subsonica ad Ambasciatori nel mondo delle eccellenze del territorio torinese, avanzata dall’amministrazione comunale, ha infatti incontrato l’opposizione dei gruppi di centrodestra in Consiglio comunale.

Un no che pesa, perché legato al coinvolgimento del chitarrista Max Casacci nella vicenda Askatasuna, lo storico centro sociale torinese sgomberato (dopo trent’anni di occupazione) lo scorso dicembre. Il chitarrista è “accusato” di aver preso parte al comitato dei garanti del percorso che avrebbe dovuto portare lo storico centro sociale situato in corso Regina Margherita 47 a ottenere il riconoscimento di bene comune. Pur riconoscendo il valore artistico della band torinese, i consiglieri di centrodestra – nello specifico Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Torino Bellissima e Libero Pensiero – informano con una nota di ritenere “che il ruolo di ambasciatore della Città richieda figure capaci di rappresentare Torino in modo ampiamente condiviso, visto soprattutto il dibattito che da anni accompagna la vicenda”.

La risposta della band

La replica dei Subsonica, condivisa tramite un lungo messaggio sulla propria pagina Instagram, non si è fatta attendere: “Non avete fatto un dispetto ai Subsonica, siete solo riusciti a mancare di rispetto al mondo musicale della città”, scrive il gruppo, respingendo le critiche rivolte a Casacci e accusando il centrodestra di aver già iniziato a “soffiare le fanfare della campagna elettorale”.

Nel loro intervento, i musicisti sottolineano come il sostegno ad Askatasuna non sia mai stato una battaglia personale esclusiva del chitarrista: la stessa posizione è condivisa da una parte significativa della comunità culturale torinese.

Non è stato uno die Subsonica o la band a chiedere alla Città di opporsi allo sgombero del centro sociale, ma tutta la comunità delle band, degli artisti e dei luoghi della musica attraverso una lettera aperta al Sindaco e alla Giunta

Per il gruppo, gli spazi sociali hanno rappresentato una delle componenti più fondamentali della storia musicale della città negli ultimi decenni: “il riflesso di una posizione collettiva”, spiegano, è “un istinto naturale e spontaneo”.

La posizione delle istituzioni

La polemica arriva mentre il Consiglio comunale si prepara a discutere la proposta sostenuta dal sindaco Stefano Lo Russo, che ha descritto il riconoscimento come un omaggio a una delle realtà artistiche che più hanno contribuito a portare il nome di Torino oltre i confini nazionali. Una lettura condivisa anche dal Movimento 5 Stelle, che ha chiarito subito il voto favorevole all’iniziativa, sostenendo che la questione Askatasuna non debba essere usata per mettere in discussione il riconoscimento artistico della band. “Significa spostare tutto dal merito al pretesto”, ha detto Andrea Russi, capogruppo del movimento politico.

Il titolo, dunque, verrà messo ai voti il prossimo 15 giugno. Qualora la proposta venisse approvata dal Consiglio comunale, l’onorificenza sarà conferita alla band il 24 giugno, giorno della festa patronale della città.

Un legame che va oltre la politica

Dal canto loro, i Subsonica hanno scelto di ridimensionare il titolo di “ambasciatori”, rivolgendo un ringraziamento alla città: “Continueremo a portare in giro per vari mondi la nostra complessa e complicata torinesità, qualunque cosa significhi”.

Una vicenda che racconta ancora una volta il legame profondo che lega i Subsonica a Torino e più in generale il rapporto tra il mondo culturale e quello istituzionale. Molti fanno notare che il riconoscimento alla band sarebbe un naturale coronamento di una carriera che sin dagli anni Novanta (per l’esattezza, dal 1996) è riuscita a costruire un’identità musicale fortemente radicata nel tessuto urbano torinese, intrecciando elettronica, cultura dei club e sperimentazione, oltre a una costante attenzione alle trasformazioni del territorio.

Proprio a marzo, in occasione dei trent’anni di carriera, la band aveva celebrato il proprio anniversario alle OGR di Torino con il progetto Cieli su Torino 96-26, quattro concerti-evento che sono stati accompagnati da una settimana di iniziative diffuse in città, legate ai luoghi simboli della storia della band fin dagli esordi.

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