Mancavano da un paio di anni le discografie di Shellac e Big Black da Spotify e questo per volere dello stesso Steve Albini. Era il periodo della protesta di Neil Young contro la piattaforma di streaming che aveva scelto di continuare a pubblicare i podcast di Joe Rogan (il Joe Rogan Experience) nonostante la lettera aperta di un gruppo di dottori, scienziati e docenti universitari che accusavano il radiofonico di diffondere false notizie sul Covid e sui vaccini. In seguito alla rimozione del catalogo del rocker (ora ritornato disponibile) anche altri musicisti avevano tolto il proprio, come nel caso degli ex compagni di band David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash ma anche e Jon Mitchell e altri ancora.
In quei mesi Albini aveva sostenuto la stessa scelta ed espresso il proprio punto di vista in alcuni tweet definendo Spotify “un’azienda orrenda” a partire dai risibili guadagni accordati ai musicisti invitando allo stesso tempo i fan ad acquistare la musica direttamente dai loro beniamini.
Il ritorno dei cataloghi delle due band più note dell’ingegnere del suono era stato annunciato dagli stessi Shellac in un’intervista a Wire. Il nuovo disco sarebbe uscito in streaming, CD e LP ma nessuna copia sarebbe stata inviata preventivamente alla stampa.
Steve Albini è scomparso improvvisamente a causa di un attacco cardiaco lo scorso 7 maggio. Numerosi i messaggi di cordoglio da parte della comunità musicale tra cui quello di PJ Harvey. Nel frattempo, come programmato, To All Trains degli Shellac è uscito lo scorso venerdì.
