Steve Albini, leader di Big Black, Rapeman e Shellac, celebre produttore e figura carismatica della scena alternativa americana, è morto improvvisamente per un attacco di cuore. A dare la notizia è Pitchfork, che ha avuto conferma da persone che lavoravano con Albini agli studi Electrical Audio di Chicago di cui era proprietario e dove produceva i suoi dischi.
Nato il 22 luglio 1962, Albini ha attraversato quattro decenni di musica con idee e carattere, prima da leader dei Big Black con cui ha definito le coordinate del noise-rock più abrasivo e caparbio, e poi degli Shellac, il cui ultimo lavoro, To All Trains, uscirà la prossima settimana. Nel mezzo, anche l’esperienza dei Rapeman, ma soprattutto un’attività di produttore – anche se lui amava definirsi engineer e non producer – che lo ha visto accanto a tantissime band (Jesus Lizard, Low, Slint, Breeders, i nostri Uzeda, solo per citare pochissimi tra quelli con cui ha lavorato) e in consolle per capolavori come Surfer Rosa dei Pixies, In Utero dei Nirvana e Rid of Me di PJ Harvey.
Noto per la sua verve polemica, l’etica ferrea e l’umorismo tagliente, aveva fatto parlare di sé anche per i successi prestigiosi nel campo del poker ed era un noto appassionato di cucina.
