Anche Joni Mitchell ha chiesto che la sua musica venga rimossa da Spotify. La cantautrice canadese si associa alla protesta di Neil Young e accusa la piattaforma streaming di voler difendere chi diffonde disinformazione sui vaccini.
Ho deciso di rimuovere tutta la mia musica da Spotify. Persone irresponsabili diffondono bugie che stanno costando la vita di persone. Su questo tema sono solidale con Neil Young e con le comunità scientifiche e mediche globali.
Joni Mitchell
Lunedì scorso (24 gennaio) Young aveva chiesto a Spotify di scegliere se «avere lui o Joe Rogan», autore di un podcast seguitissimo negli Stati Uniti e accusato di diffondere false notizie sul Covid e sui vaccini. La risposta del colosso svedese non si è fatta attendere: due giorni più tardi, il 26 gennaio, l’intero catalogo del cantautore è stato oscurato dalla piattaforma.
Il podcast al centro della questione – per intenderci: una media di 11 milioni di ascolti per puntata – ha spesso dato spazio a teorie complottiste e scettiche sull’utilità dei vaccini. Lo stesso Rogan aveva dato credito a cure per il Covid scientificamente infondate come l’ivermectina, farmaco inefficace nel combattere il virus. Per questo era già stato oggetto di un appello da parte di un gruppo di dottori, scienziati e docenti universitari che, lo scorso 13 gennaio, hanno chiesto a Spotify di prendere provvedimenti ritenendo il programma un vero «pericolo per la salute pubblica».
Intanto il colosso capitanato da Daniel Ek, in attesa di capire quali saranno le prossime mosse, fa i conti con un inevitabile danno d’immagine – e quindi finanziario. Come riporta il giornalista della BBC Scott Budman, nell’ultima settimana la perdita registrata a livello di valore di mercato è di circa 4 miliardi.
Spotify lost $4 billion in market value this week.
— scott budman (@scottbudman) January 28, 2022
Neil Young nel frattempo ha scritto un nuovo messaggio sul proprio sito, in cui si dice sollevato di aver lasciato la piattaforma e rilancia le proprie critiche puntando al cuore del servizio stesso.
Se sostieni SPOTIFY, stai distruggendo una forma d’arte.
Neil Young
Coerentemente con una nota battaglia sulla qualità dell’audio, il songwriter ha invitato i propri fan e chi fosse alla ricerca della sua musica in streaming ad ascoltarla su Amazon, che per l’occasione ha allargato l’offerta del proprio periodo di prova ai nuovi iscritti a 4 mesi. Insomma, è guerra aperta e i servizi streaming cercano di farsi le scarpe a vicenda.
Le scelte di Young e Mitchell hanno scatenato un bel dibattito sui suoi social, rinfocolando l’intero movimento #cancelspotify. Su Twitter in molti si dicono pronti a lasciare Spotify o dichiarano di averlo già fatto anche per via degli investimenti in tecnologia bellica effettuati dalla piattaforma digitale lo scorso anno.