All’inizio dell’anno, alcuni musicisti che hanno condiviso con Neil Young dischi e trascorsi, hanno deciso di togliere la propria musica da Spotify in supporto alla protesta di quest’ultimo contro uno dei podcast più popolari sulla piattaforma. Nei mesi precedenti, il suo conduttore, Joe Rogan, era stato accusato da più parti – e a ragione – di aver diffuso “pericolosa disinformazione” sulla pandemia e per il songwriter era giunto il momento dell’out out. “O io o lui”, aveva dichiarato testualmente.
Sono assolutamente d’accordo con Neil Young. C’è differenza tra essere aperti a punti di vista differenti riguardo a un argomento e diffondere consapevolmente informazioni che oltre 270 medici professionisti considerano false e pericolose… …Le opinioni di Joe Rogan sono così disoneste e non supportate da fatti concreti che Spotify diventa un veicolo di propaganda che costa la vita alle persone.
Graham Nash, febbraio 2022
Il caso aveva suscitato parecchio clamore, tanto da far correre ai ripari Spotify, ma l’aggiornamento della policy e lo sticker virtuale “content advisory” apposto sul programma del podcaster (che ogni settimana vanta 16 milioni persone collegate) non aveva placato gli animi. Joni Mitchell si era unita alla protesta togliendo la propria musica dalla piattaforma e così Crosby, Stills e Nash, sia separatamente che come trio tramite un messaggio condiviso.
Notizia di questi giorni è che la musica della storica formazione – che ha condiviso con Young una parte della carriera – è tornata sulla piattaforma di streaming. A dare la notizia è Billboard che, sentita una propria fonte, ha inoltre saputo dell’intenzione del gruppo di voler donare i proventi dello streaming a organizzazioni benefiche per l’emergenza Covid-19 per almeno un mese.
L’intervento di Joe Rogan
Ai tempi della querelle, Rogan stesso è intervenuto nel dibattito dicendosi d’accordo con le nuove disposizioni applicate da Spotify, giustificando però il proprio operato. Affermava di aver «sempre e solamente cercato di costruire un dibattito tra ‘opinioni differenti’», ricordando di aver invitato al Joe Rogan Experience voci non controverse e snocciolato nomi come il dottor Sanjay Gupta, corrispondente medico capo della CNN, il dottor Michael Osterholm, membro del comitato consultivo COVID-19 del presidente Joe Biden, e quello del dottor Peter Hotez del Baylor College of Medicine. Ma è chiaro qual è stato l’orientamento politico-ideologico del programma fino ad allora.
Togliere la propria musica da Spotify non è immediato
Come abbiamo appreso da Neil Young, che ha dovuto farsi spalleggiare dalla propria etichetta discografica per ottenere la rimozione della propria musica lo scorso febbraio, togliersi da Spotify non è facile. Band come i Belly, non potendo fare altrettanto per obblighi contrattuali, hanno preferito cambiare la propria immagine sul profilo pubblico sostituendola una con la scritta “DELETE SPOTIFY”.
Il movimento #cancelspotify
Su scala più ampia, le scelte di Young e Mitchell hanno avuto all’inizio dell’anno una ricaduta importante sull’intero movimento #cancelspotify. Su Twitter in molti si erano detti pronti a lasciare il servizio di streaming o avevano dichiarato di averlo già fatto anche in segno di protesta contro gli investimenti in tecnologia bellica effettuati dalla piattaforma digitale lo scorso anno.