«Due vecchi volti e uno nuovo. Eccoci qui in tre, tornati assieme per fare ciò che amiamo fare». Con questo breve messaggio, allegato a un fermo immagine di una video-conversazione da remoto, i Sigur Rós hanno dato il ben tornato a Kjartan Sveinsson.
Unitosi alla band nel 1998, e da allora responsabile degli arrangiamenti orchestrali, il tastierista l’aveva abbandonata nel 2013 per dedicarsi a «qualcosa di differente», secondo la nota riportata all’epoca dalla stessa band. Nello specifico, Sveinsson si era dedicato, tra le altre cose, alle musiche di una produzione teatrale particolare, senza attori. In pratica erano le sue composizioni a fungere da dialoghi tra le sagome messe in scena al loro posto.
In sua assenza, i membri co-fondatori, Jónsi e il bassista Georg Holm, hanno continuato come trio assieme al batterista Orri Páll Dýrason, unitosi al gruppo nel 1999 e costretto a lasciarlo nel 2018 dopo essere stato accusato di violenza sessuale da una fan via Instagram.
Nel 2020 la formazione ha pubblicato il live album Odin’s Raven Magic, un lavoro corale e orchestrale di otto brani realizzato in collaborazione con Schola Cantorum Reykjavik e L’Orchestre des Laureats du Conservatoire national de Paris. L’ultimo album in studio, Kveikur, è datato 2013 ed è stato recensito su queste pagine da Stefano Solventi.