Vasco Rossi, cover “Siamo Qui” (ritaglio) (2021)

“Siamo qui”. Vasco Rossi torna con una dignitosa power ballad che parla di materialismo e di solitudine

Non sarà “Vivere”, ma è comunque uno dei brani più dignitosi prodotti dal cantautore di Zocca da un bel po' di tempo a questa parte

Vasco Rossi torna con una power ballad dal retrogusto e grandeur floydiana che s’addolcisce pop sul ritornello, per come ci siamo abituati a sentirne da lui da Liberi Liberi in poi. Si tratta del brano che dà il nome all’album, Siamo qui, quello che avrebbe dovuto chiamarsi come una delle sue strofe («Siamo qui pieni di guai»), ma che anche senza il “pieni di guai” il suo heideggeriano significato di fondo lo recapita ugualmente. È una canzone pre-pandemica ma parla della condizione umana, quindi di quelle che non temono paragoni e, certo, lo fa sfruttando un noto frasario («E quando non lo sai / Neanche perché lo fai / Ti basta piangere / Oppure ridere / E quando non si può / Quando ti dico no»), retoriche incluse («Ma com’è? / Ma cos’è? / Ma dov’è?»).

Non mi riferisco alla pandemia, ma ai guai della condizione umana. È una canzone d’amore per la condizione umana. Come diceva Heidegger, siamo gettati nel mondo. È la canzone portante dell’album, la più intensa. Nel disco ci sono le mie consapevolezze che non consolano, ma dalle quali non si torna indietro
Vasco Rossi a Rolling Stone

Del resto sulla semplicità dei concetti, e le sue “poche parole”, Vasco ha costruito un’intera carriera, e qui lui insiste su quelle. Per lui sono dei “codici”, ma è chiaro che sta parlando del caro vecchio materialismo di una società che dal dopoguerra a oggi non ha fatto che aggiungere guai alla ricetta di una crescita economica infinita, il post War Dream. Niente è cambiato per la condizione umana sotto la lente del Blasco: ci si nasconde dietro ai possessi (ciò che abbiamo) e ai privilegi (ciò che usiamo).

E qui tornano i Pink Floyd a cui il pezzo si rifà non tanto per la critica sociale o per i Money, ma a livello di costruzione del pathos, attraverso la circolarità del fraseggio chitarristico iniziale, per l’utilizzo delle parti di piano e archi che conducono al clou del ritornello, ma anche proprio per gli accenti messi in una strofa («ma cos’è») che riportano alla mente Wish You Were Here. Poi chiaro, Vasco non vuol far il verso a nessuno, questa è una power ballad con le sue rigidezze dove elettrica e batteria ragionano su registri ben differenti da quelli che Gilmour e Mason utilizzerebbero, ma ci siamo capiti, e si capisce come Siamo qui abbia un peso e una valenza particolari.

Questa non è Una canzone d’amore buttata via parte seconda, ma il brano apripista dell’album, quello che dà il la agli altri. E’ la chiave del disco. Non sarà Vivere, ma è comunque uno dei più dignitosi da lui prodotti da un bel po’ di tempo a questa parte.

Siamo Qui esce il 12 novembre. A supporto prenderà il via il prossimo anno anche un tour negli stadi, il Vasco Non Stop Live 2022. Tutti i dettagli ai link.

Tracklist
  • 1 XI comandamento
  • 2 L'amore l'amore
  • 3 Siamo qui
  • 4 La pioggia alla domenica
  • 5 Tu ce l'hai con me
  • 6 Un respiro in più
  • 7 Ho ritrovato te
  • 8 Prendiamo il volo
  • 9 Patto con riscatto
  • 10 Una canzone d'amore buttata via
Vasco Rossi
Siamo Qui

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