Il 2021 si apre col nuovo singolo di Vasco Rossi. S’intitola Una canzone d’amore buttata via e il modo migliore per inquadrarlo è partire da coloro che sono indicati quali co-autori assieme al rocker di Zocca, ovvero Saverio Grandi e Saverio Principini: si tratta di due affermati professionisti che, oltre a essere partner in crime di Rossi da tempo, molto hanno influito sugli esiti del pop italiano ad alta esposizione radiofonica (anche oltre i confini del Belpaese) degli ultimi due decenni, vedi alla voce Ramazzotti, Pausini, Ruggeri eccetera.
Detto ciò, appariranno chiari natura e obiettivi di questa ballata prevedibile e grossolana, nonché il suo ricorso – su misura del cliente – ad un ampio dispiego di cliché rock pescati da una qualche lussuosa pattumiera anni ’90, coretti sanremesi e assolo carburato a Viagra compresi. È un pezzo insomma del tutto funzionale alla strategia di lungo respiro (o, se preferite, all’accanimento terapeutico) che da anni ormai tiene in vita la fortunata carriera artistica del Vasco nazional(popolar)e. E pazienza se di fronte a questo spaghetti-power pop così didascalico da sfiorare il caricaturale, la speranza già flebile di un Vasco capace di fare davvero e finalmente i conti con la propria statura di autore si riduce ad appena un lumicino. O anche meno.
Nel 2019 era andata meglio con Se Ti Potessi Dire, pezzo scritto dal songwriter di Zocca nel 2009 e ritirato fuori dal un cassetto in occasione dell’album dal vivo VascoNonStop Live: nulla di che, ma almeno aveva un po’ di forza, tentava un bilancio agrodolce mantenendosi in territorio latin folk, ricordava una Ambarabaciccicoccò ma più aspra, amara
Su SA trovate vari ascolti della sua discografia, oltre alle recensioni di Siamo Solo Noi e Vivere O Niente, ma soprattutto un interessante articolo a firma Stefano Solventi sul gigantismo dei suoi (ma non solo suoi) spettacoli live.