Shablo, Gué, Joshua & Tormento a Sanremo 2025
Shablo, Gué, Joshua & Tormento a Sanremo 2025

Shablo, Gué, Joshua & Tormento. “La mia parola”, rap e gospel da club in un Sanremo senza rap

Shablo, Gué, Tormento e Joshua riportano su palco un sound anni ‘90 tra groove, gospel e atmosfere da club. Risultato sicuro, senza sorprese

Prendi Shablo, producer e DJ con un curriculum che spazia da Club Dogo a Inoki e Marracash, e affidagli la regia del progetto. Aggiungi Gué, pilastro dei Dogo e solista tra i più prolifici della scena, e Tormento, storica metà dei Sottotono, per le strofe. Completa il tutto con il ritornello di Joshua, classe ’95, voce intrisa di black music e sempre più in ascesa. Il risultato? Sicuro, prevedibile, ma indiscutibilmente efficace.

La mia parola è un’anomalia nel contesto sanremese recente: i rapper non mancano, ma il rap vero e proprio è quasi scomparso. Qui siamo lontani dalla “nuova restaurazione” fatta di ballad in crescendo a pieni polmoni, anni ’80 al chilo e sentimentalismi a effetto. La cricca di Shablo mantiene la propria identità: il brano richiama i ‘90 e i primi 2000, quando gli anthem da club dominavano tra influenze black e atmosfere rilassate ma festose. C’è un’eco di No, No, No di Eve, un ritornello gospel godibile, barre old school e un ritmo boom bap che funzionano come una macchina del tempo, immediata e accessibile.

Il groove è il vero protagonista, assorbe tutto, anche il pezzo stesso. Funziona, ma le strofe di Gué e Tormento restano al minimo sindacale: elementari, poco ispirate, a tratti imbarazzanti considerando ciò di cui sono capaci. Non sarà la nuova No Diggity targata Blackstreet, ma La mia parola porta a casa il risultato, specie in un festival appena reduce da una delle sue edizioni più mediocri.

Tracklist

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