Fabri Fibra
Fabri Fibra, Umbria che spacca, foto di Riccardo Ruspi (2023)

Settantamila euro per una rima di troppo: la Cassazione condanna Fabri Fibra per diffamazione ai danni di Valerio Scanu

La Corte di Cassazione chiude la lunga battaglia legale tra i due artisti, nata nel 2013 dopo la pubblicazione del brano “A me di te” nell’album “Guerra e Pace”. In arrivo un secondo procedimento per una nuova esecuzione dal vivo del pezzo.

La libertà d’espressione artistica trova un confine nella tutela della dignità personale. È questo, in sintesi, il principio affermato in via definitiva dalla terza sezione civile della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di Fabri Fibra e della sua etichetta Universal Music Italia, confermando la condanna a versare 70.000 euro di risarcimento a Valerio Scanu per diffamazione. Al centro della vicenda, iniziata dodici anni fa, alcuni versi del brano A me di te, contenuto nell’album Guerra e Pace del 2013, in cui il rapper attaccava l’ex vincitore sanremese con allusioni volgari e riferimenti diretti alla sua sfera personale e sessuale.

Secondo i giudici, quelle frasi andavano oltre i limiti della critica o della satira, configurando un vero e proprio caso di diffamazione. Fin dall’uscita del pezzo, Scanu aveva reagito duramente, dichiarando: “La musica è libertà, ma insultare squallidamente una persona non è musica e non è arte”. In sede penale, già nel 2015 Fabri Fibra era stato condannato a una multa di 600 euro e al pagamento di una provvisionale di 20.000 euro. Sul piano civile, il Tribunale di Milano aveva inizialmente quantificato il danno in 25.000 euro, cifra poi elevata a 70.000 dalla Corte d’Appello, che sottolineava “l’eccezionale gravità del discredito” e la “risonanza mediatica” amplificata dalla fama dell’artista e dal successo commerciale di Guerra e Pace (disco di platino tra fisico e digitale).

Il ricorso in Cassazione, l’ultima carta giocata dalla difesa, non ha trovato accoglimento. La condanna diventa così definitiva, con Scanu che, attraverso i suoi legali, ha espresso soddisfazione per l’esito, parlando di un attacco “gratuito e ingiustificabile”.

Ma il contenzioso potrebbe non essere finito. Esiste infatti un secondo episodio, attualmente al vaglio della giustizia civile, leggiamo sul Fatto: Fabri Fibra avrebbe eseguito nuovamente A me di te in concerto dopo la prima sentenza, proiettando sui maxischermi parti della condanna. I legali di Scanu hanno confermato l’intenzione di proseguire per ottenere un ulteriore risarcimento.

Nel frattempo, Fabri Fibra – conduttore della seconda stagione del talent rap Nuova Scena, da poco concluso su Netflix con la vittoria di Cuta – si prepara a una nuova tornata di concerti estivi. L’ultimo album, Caos, è stato recensito su queste pagine da Luca Roncoroni.

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