David Bowie
David Bowie, foto di Kevin Cummins

È la settimana del Seeyousound, uno dei maggiori festival di cinema a carattere musicale d’Italia (e non solo)

Il Seeyousound tiene botta, e malgrado le difficoltà del periodo mette a punto una nuova edizione, la dodicesima, che si presenta come sempre piena di attrattive

Il 3 marzo inizia a Torino la dodicesima edizione del festival Seeyousound, che fino a domenica 8 offrirà una selezione di ben 68 proiezioni all’insegna del claim del 2026: make some noise, una dichiarazione che ci piace interpretare in due sensi: “fare rumore” per farsi sentire ed esprimere la propria ribellione di artista nei confronti di un sistema sempre più oppressivo e limitante; ma anche accogliere il “rumore digitale di fondo” che è ormai onnipresente nel background delle nostre vite, elaborarlo e trasformarlo in una nuova espressione di vitalità fortemente contemporanea.

Sembra incredibile che un festival come questo, che si regge soprattutto sull’iniziativa di pochi veri appassionati e sul volontariato di tanti altri, sia giunto a 12 edizioni; soprattutto perché nel tempo la formula è cresciuta, insieme alla qualità e alla professionalità degli organizzatori. Rimane un festival a budget contenuto, con un contributo di alcuni attori istituzionali (Regione Piemonte e Fondazione CRT), ma che quest’anno ha dovuto avviare una campagna di crowdfunding come complemento ai finanziamenti consolidati. È stata una soddisfazione vederne il successo, e poter così confermare il Seeyousound come uno dei più importanti festival internazionali di cinema a tema musicale.

Una caratteristica che mostra la notevole evoluzione della rassegna è la presenza sempre più consistente di eventi live: quest’anno ben 16, tra concerti, dj set e performance audiovisive – gli eventi che si svolgeranno al Cinema Massimo, da sempre location preferenziale del festival, possono peraltro contare sull’acustica impeccabile della sala. Per quanto riguarda i film, è confermata la loro distribuzione in 5 categorie competitive distinte, tra le quali le più importanti restano Long Play Doc (per biopic e documentari) e Long Play Feature (lungometraggi di fiction). Ci sono poi 7 Inch (per i cortometraggi), Soundies (per i videoclip) e Frequencies (per le sonorizzazioni), e oltre a quelle altre due rassegne fuori concorso: Into the Groove e Rising Sound.

Con un atteggiamento basato sulla massima apertura mentale, il Seeyousound è sempre stato un festival senza alcuna preclusione di genere e di stile; anche quest’anno avremo proiezioni i cui riferimenti musicali spazieranno dal punk al jazz, dalla house al metal alla new wave, e ogni singolo titolo riveste in qualche modo un motivo di interesse. Pertanto, operare una selezione di una mezza dozzina di film da consigliare è impresa ardua e fallace in partenza; chiediamo scusa e consigliamo, a chi avesse il tempo a disposizione, di fare un abbonamento all’intera rassegna, che è il modo migliore per godersela appieno (e attenzione perché quest’anno, per la prima volta, non ci saranno repliche, neanche per i titoli maggiori). Altrimenti, abbiamo provato a indicare un titolo che ci sembra imperdibile per ogni giorno di proiezione; se seguite questa mini-guida, ci si vede lì…

Martedì 3 marzo: evento unico di apertura, la serata è dedicata ai Casino Royale, che hanno sempre avuto una particolare predisposizione per il medium cinematografico. Ci saranno infatti due proiezioni in cui la band sarà più o meno diretta protagonista: Quarantine Scenario di Pepsy Romanoff, film creato durante il lockdown che promette atmosfere oniriche e impalpabili, e Alba ad ovest di Frankie Caradonna, un viaggio notturno nella Milano contemporanea. A seguire, il live del gruppo, che riprenderà pezzi tanto dall’eccellente ultimo album Fumo quanto dallo storico Sempre più vicini, recentemente ristampato.

Mercoledì 4 marzo: l’ambientazione iraniana di Mortician di Abdolreza Kahani, sorta di thriller sociopolitico in concorso, lo rende particolarmente attuale. La storia incrocia le vicende di un becchino e di una cantante pop dissidente, impersonificata da Gola, che è una vera cantante iraniana e ha un reale vissuto di conflitto col regime, culminato in numerosi arresti, prima che lei si decidesse a emigrare in Inghilterra. Un instant movie da non perdere.

Giovedì 5 marzo: chi ha avuto la fortuna di seguire in tempo reale la parabola dei Butthole Surfers sa bene che band pazza e pazzesca furono, e quindi c’è da aspettarsi qualcosa di sconvolgente vedendo The Hole Truth and Nothing Butt, di Tom Stern, il docufilm che ne racconta la storia. Annunciato come film-collage che raccoglie tanto materiale d’archivio quanto animazioni e altre modalità espressive, è una delle proiezioni che desta maggiore curiosità.

Venerdì 6 marzo: qualche anno fa Seeyousound presentò un film che raccontava la parabola di Poly Styrene degli X-Ray Spex, una band new wave della Londra postpunk di fine anni ’70, quando la contaminazione musicale tra vecchio e nuovo era all’ordine del giorno. Quest’anno è il turno di Pauline Black, cantante della ska-band dei Selecter, che pure era amica di Poly Styrene. Pauline Black: A 2-Tone Story, diretto da Jane Mingay, ripercorre la storia di una band chiave del movimento di rinascita dello ska in Inghilterra, e di quello che significò non solo musicalmente, ma anche e soprattutto a livello politico. Regista e protagonista saranno presenti in sala

Sabato 7 marzo: visto che sabato non si lavora, potete dedicare l’intero pomeriggio all’arte cinematografica e spararvi una sequenza pazzesca da circa 5 ore. Si inizia con Micah P. Hinson – The Tomorrow Man, di Lina Sanabria, che racconta il cantautore texano attraverso la genesi del suo ultimo album; a seguire, live acustico dello stesso Micah. Poi, per gli amanti dell’elettronica, Move Ya Body: The Birth of House, di Elegance Bratton. Non è il primo film che racconta gli albori della house e spesso questi documentari sono parziali e poco soddisfacenti; vedremo se questo sarà all’altezza dell’importanza storica di quel fenomeno. Per finire (purtroppo l’inizio del film si sovrappone un po’ con la fine del precedente), Sun Ra: Do The Impossible (Christine Turner) si cimenta nell’impresa molto sfidante di raccontare il funambolico jazzista americano

Domenica 8 marzo: se non è già sold out, la proiezione di chiusura del festival, Bowie: The Final Act di Jonathan Stiasny, è la descrizione della parabola di David Bowie incentrata sugli ultimi anni di carriera, un periodo meno popolare del grande artista inglese; abbastanza imperdibile

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