Da quando ha lasciato i Red Hot Chili Peppers nel 2019, in occasione del ritorno di John Frusciante nella band, Josh Klinghoffer si è tenuto impegnato con la sua carriera solista sotto il nome di Pluralone e con i tour con i Jane’s Addiction e i Pearl Jam.
La sua uscita dalla band non è stata facile da digerire per lui e all’epoca disse ai compagni: “Avrei voluto poter fare qualcosa con voi, musicalmente o creativamente, che rendesse tutto questo assolutamente impossibile”.
Riflettendo sulla tendenza dei Chili Peppers a seppellire la musica della sua era, Klinghoffer ha affermato nel corso di una nuova intervista a Guitar World: “Tutto questo per me ha senso, ma immagino che sia strano per le persone che si sono affezionate a quella roba. È quasi come se scomparisse o non avesse la possibilità di vivere”.
“C’è poco rispetto per gli album in cui non c’è John Frusciante”, ha aggiunto Klinghoffer. “Quando John è tornato, quei dischi hanno smesso di esistere. È l’unica cosa strana, perché quegli album sono stati importanti al loro tempo. Abbastanza importanti da essere pubblicati e suonati in giro per il mondo”. Il riferimento va anche a One Hot Minute, che invece alla chitarra vedeva Dave Navarro. “Hanno il loro stile, la loro formula. Credo che questo sia molto importante per la maggior parte dei fan dei Chili Peppers; insomma, è proprio questo che contraddistingue i Chili Peppers. È strano essere bannato dal loro catalogo e dai loro live”.
Il chitarrista, tuttavia, ha una sua spiegazione: “Credo sia semplicemente una caratteristica unica di quella band. Il continuo avvicendamento dei membri e la forte presenza di John. È un po’ il chitarrista di punta. È lui che ha reso possibile il loro successo mondiale”.
Il prossimo album di Klinghoffer, A Drop in the Ocean, ha decisamente più possibilità di affermarsi. “Non so quante persone riesca a raggiungere con questa musica”, ha ammesso, “ma il fatto di aver creato abbastanza legami e che ad alcune persone piaccia… non potrei esserne più grato”.
Nel 2022, Klinghoffer aveva dichiarato che il suo periodo con i Peppers era stato “enormemente soffocante dal punto di vista creativo”. Ora non si trova più in quella situazione: “Scrivo sempre. Ho idee per un anno intero che potrei sviluppare”.