Rammstein. Till Lindemann è stato accusato di violenza sessuale

Sono oltre dodici le donne a denunciare il cantante

I Rammstein, e in particolare il cantante Till Lindemann, sono nell’occhio del ciclone. Diverse donne – oltre dodici al momento in cui vi scriviamo – si sono fatte avanti, via social media (ma non solo), per denunciare le modalità di reclutamento e le violenze subite agli after party dei concerti del tour (ancora in corso) della band.

Secondo la ricostruzione, le ragazze venivano scelte (anche dietro presentazione di foto) e invitate ai concerti via Instagram, oppure avvicinate alla fine degli stessi affinché il frontman potesse disporne sessualmente, anche tramite la somministrazione, a loro insaputa, di droghe.

Secondo il racconto di Shelby Linn, invitata via Instagram assieme ad altre ragazze per assistere al concerto lituano dei Rammstein, nel backstage party prima dello show le sarebbe stato offerto un drink e si sarebbe ritrovata in seguito nell’area antistante il palco dove Lindemann le avrebbe chiesto di fare sesso. Rifiutatasi, avrebbe subito le ire del cantante e trascorso le seguenti 24 ore a vomitare non riuscendo a ricordare quanto successo nella prima parte della serata. Una reazione non commisurata a ciò che afferma di aver assunto (due drink e uno shot).

In quel caso il rapporto non si è consumato per sua stessa ammissione, in altre occasioni però le cose sarebbero andate diversamente. Alcune ragazze si sono fatte avanti in questo senso: affermano di essere stata drogate e di aver subito violenza sessuale durante i party che a quanto pare avevano come scopo la soddisfazione dei desideri sessuali del cantante.

La band ha scelto di replicare alle accuse via Instagram condividendo una lettera aperta. Dichiara di voler prendere la accuse con la “massima serietà” ma anche di non alimentare “pregiudizi nei confronti di coloro che le hanno mosse” (hanno il diritto di dire la loro) ma neppure nei loro di confronti, condannando nel contempo “ogni tipo di violenza sessuale”.

 

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Nel frattempo la casa editrice Kiepenheuer & Witsch (KiWi) ha rescisso il contratto che la legava a Till Lindemann. E questo per solidarietà con le vittime. Anche le politica è intervenuta sulla questione chiedendo l’eliminazione dell’area antistante il palco e proibendo gli after party ai prossimi concerti della band.

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