Madonna ha ricordato William Orbit con un lungo messaggio pubblicato sui social dopo la morte del produttore britannico, scomparso il 23 luglio all’età di 69 anni. La famiglia e gli amici avevano annunciato la notizia nei giorni scorsi, precisando che Orbit era morto nella sua abitazione e senza rendere nota la causa del decesso.
Nel suo omaggio, Madonna ha raccontato soprattutto quanto profondo sia stato l’impatto creativo dell’incontro con Orbit. Lavorare insieme a lui, spiega, le fece capire che la musica non doveva necessariamente rientrare in categorie o generi prestabiliti: potevano crearne uno proprio. Orbit, secondo il ricordo della cantante, «premette un pulsante magico» dentro di lei, aprendole un universo di sogni e possibilità ancora inesplorate.
Ray Of Light
È un ricordo legato soprattutto alle session di Ray Of Light, l’album del 1998 che segnò una delle svolte più radicali nella carriera di Madonna e che valse a Orbit una consacrazione internazionale come produttore. La cantante racconta di aver trovato nella musica di Orbit una sorta di «tappeto magico» con cui visitare luoghi nuovi, tristi e gioiosi, arrivando a cantare in modi che non aveva mai sperimentato prima e a usare le parole senza preoccuparsi che avessero necessariamente senso.
Madonna lega quel periodo anche alla nascita della figlia Lourdes, venuta al mondo proprio in quei mesi. Orbit, scrive, era al suo fianco mentre sceglieva «un’altra strada» da percorrere, con il suo particolare modo di ascoltare la musica e quella che Madonna definisce la sua genialità.
Il ricordo più vivido è quello dello studio di registrazione, descritto quasi come una chiesa. Madonna racconta di essere rimasta spesso in silenzio ad aspettare che le idee di Orbit esplodessero dalla sua tastiera o dalla sua chitarra, per poi correre dietro a quelle intuizioni. A lui attribuisce direttamente l’ispirazione per brani come Drowned World/Substitute for Love e Swim, due momenti fondamentali di Ray Of Light.
«Mi mancano quei giorni», scrive Madonna, ricordando Orbit come una presenza «ultraterrena» e «singolare». Gli anni successivi li portarono a lavorare con persone diverse, ma la cantante sottolinea di non aver mai dimenticato quel periodo né il rapporto creativo costruito insieme.
Il messaggio si chiude con un saluto affettuoso, «Goodbye Billy Bubbles», il soprannome con cui Madonna si rivolgeva a Orbit, e con la consapevolezza di essere stata fortunata ad averlo conosciuto e ad aver condiviso con lui quel viaggio creativo. «Sono stata fortunata ad averti conosciuto e ad essermi lasciata trascinare con te in quel viaggio incredibile», conclude.
William Orbit, il produttore di Ray Of Light
Nato a Londra nel 1956 come William Mark Wainwright, William Orbit aveva iniziato a lavorare nella musica all’inizio degli anni Ottanta con i Torch Song, per poi fondare Guerilla Records e sviluppare una lunga carriera tra produzione, composizione e musica elettronica.
La collaborazione con Madonna per Ray Of Light rappresentò il punto di svolta. Il disco, costruito attraverso un intreccio di elettronica, trip hop, techno e influenze ambient, portò la cantante verso territori sonori nuovi e conquistò quattro Grammy Awards. Orbit avrebbe poi lavorato nuovamente con Madonna per Music e MDNA.
Nel 1999 arrivò un’altra collaborazione decisiva con i Blur, per i quali produsse 13, album che segnò l’allontanamento della band dalle coordinate del britpop e l’apertura verso elettronica e art rock. Nel corso della carriera Orbit ha inoltre lavorato con U2, Britney Spears, Pink, Ricky Martin, Robbie Williams, Melanie C, All Saints, Beck e Kraftwerk, oltre a pubblicare undici album a proprio nome. L’ultimo, The Painter, risale al 2022.