Radiohead. Thom Yorke a ruota libera su “Ok Computer” in una nuova intervista

In una nuova intervista, Thom Yorke ha parlato del suo amore per la musica, delle circostanze che hanno favorito la formazione della sua band e, ovviamente, dei tempi di "Ok Computer"

In una nuova intervista concessa al programma radiofonico di BBC 6 Music “Fist Time Series”, il leader dei Radiohead, Thom Yorke, ha parlato del suo amore per la musica, delle circostanze che hanno favorito la formazione della sua band e, ovviamente, dei tempi di Ok Computer, che proprio quest’anno celebra il suo 20° anniversario (suggellato dalla ristampa dell’album con OKNOTOK). «Tutti noi membri portavamo un diverso punto di vista da integrare, il ché era molto positivo. Jonny era solito portare all’attenzione quelle note che di solito non si usano. Lo ha sempre fatto. E i suoni che non si dovrebbero usare. Colin aveva uno stile d’arrangiamento insolito. Phil portava diverse sensazioni, legate al sentire, ovviamente perché è il batterista. Ed se ne usciva con tutti questi suoni ed effetti extra. Ma al di fuori di tutto ciò, c’è qualcosa di speciale riguardo al come approcciamo ogni cosa. Eravamo ragazzi che non avevano mai firmato alcun contratto per un disco o roba simile e che leggevano parecchio. Passavamo un sacco di tempo a leggere dell’industria musicale e di cosa questa fosse realmente. In una maniera decisamente poco cool».

Yorke, successivamente, definisce quella dei Radiohead come l’ultima generazione in grado di sentirsi parte dell’ambiente di uno studio di registrazione. «I dischi si potevano registrare solo in uno studio, quindi ci vai e ti chiedono 1.000 pound al giorno, ma senza pressione eh? Tutti quanti ci dicevamo: “Non ne sono molto sicuro. Non mi sembra affatto l’ideale”. E gradualmente realizzi che no, non è affatto così che dovrebbe funzionare. E capisci come utilizzare la tecnologia, come se fosse una parte del tuo braccio, e in che modo si integra con il resto. Dovrebbe essere parte del processo creativo».

La discussione, moderata da Matt Everitt, ha virato poi sulla ristampa in arrivo di Ok Computer, OKNOTOK: «Quello che trovo così affascinante è stato riscoprire i miei vecchi appunti del periodo, facevo amicizia proprio con chiunque fosse altrettanto pazzo. Oh mio Dio, sono così cattivo adesso? Pagine e pagine di “seriamente amico, devi prenderti una pausa”». Al termine dell’intervista, fa capolino la politica, con il frontman costretto a fare i conti con la sua iniziale disillusione, prima di riscoprirsi inguaribile ottimista: «Un giorno per volta, amico», ha esordito, prima di inquadrare uno scenario per il futuro di Donald Trump e Theresa May e su una loro possibile destituzione: «Presto decadrete, non siete dei leader e la gente se ne accorgerà molto presto. Un giorno per volta. Non è possibile continuare a sopportare tutto questo in eterno. Non funzionerà. Buona fortuna. Un giorno per volta. Non siamo stupidi». Per ascoltare l’intervista nella sua interezza, vi rimandiamo al podcast di BBC 6 Music.

I Radiohead hanno pubblicato lo scorso maggio il nuovo album A Moon Shaped Pool (recensito da Fernando Rennis) e sono attesi quest’estate in Italia con due date a Firenze e Monza. In archivio trovate un approfondito monografico dedicato alla formazione britannica, nonché lo speciale Il codice dei pesci strani in cui abbiamo selezionato i 25 migliori brani di Thom Yorke e soci. Piena di contenuti interessanti anche l’intervista a Yorke e alla band redatta da Rolling Stone America e riguardante il periodo relativo all’uscita di OK Computer. Infine, potete visualizzare anche il videoclip dell’inedito I Promise.

Tracklist
  • 1 Airbag
  • 2 Paranoid Android
  • 3 Subterranean Homesick Alien
  • 4 Exit Music (For A Film)
  • 5 Let Down
  • 6 Karma Police
  • 7 Electioneering
  • 8 Climbing Up the Walls
  • 9 No Surprises
  • 10 Lucky
  • 11 The Tourist
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Ok Computer

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