Quincy Jones
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Quincy Jones sui Beatles: “erano i peggiori musicisti al mondo”

Intervistato da Vulture, lo storico produttore discografico Quincy Jones ha definito i Beatles come «i peggiori musicisti al mondo» raccontando anche un aneddoto che riguarda Ringo Starr

Che Quincy Jones non la mandasse a dire era risaputo: dopo aver definito ElvisPresley «un figlio di puttana che non sapeva cantare» in un’intervista rilasciata a GQ qualche giorno fa, lo storico produttore discografico rilancia con una nuova, potente, frecciata questa volta rivolta nientemeno che ai Beatles.

Intervistato da David Marchese per Vulture, l’iconico produttore di classici pop/r’n’b/disco come Rock With You ha premesso che il «rock non è altro che una versione bianca del rhythm and blues», eleggendo i quattro di Liverpool a «peggiori musicisti al mondo», (perlomeno) ai tempi di With The Beatles quando per la prima volta incontrò Paul McCartney (che all’epoca aveva 21 anni). «Erano dei figli di puttana che non sapevano suonare – sbotta sornione – Paul era un pessimo bassista, anzi, il peggiore. Ringo? Non ne parliamo neanche – e racconta un aneddoto risalente alle registrazioni di Sentimental Journey, primo album solista di Starr datato 1970 di cui curò l’arrangiamento del brano Love Is a Many Splendoured Thing – Ero in studio con George Martin e Ringo ci aveva messo tre ore per sistemare quattro battute e metter a posto una canzone… …non ce la faceva proprio. Gli faccio “perché non ti vai a bere una lager, ti mangi una fetta di Shepherd’s pie e ti rilassi per un’oretta e mezza?” …Nel frattempo chiamammo Ronnie Verrell, un batterista jazz. E’ arrivato, ha fatto e in quindici minuti era tutto pronto. Quando Ringo è tornato e ha chiesto a Martin di rimetter su il pezzo gli fa “beh ma non suona mica così male” …e io “certo, figlio di puttana, perché non lo hai fatto tu” (comunque è un gran tipo lui…)».

In quasi settant’anni di carriera Quincy Jones ha vinto 28 grammy award e collaborato con numerosi artisti, tra cui Frank Sinatra, Ray Charles e notoriamente Michael Jackson. Il sodalizio con quest’ultimo portò nel 1983 alla vittoria del Grammy come miglior album con Thriller, miglior canzone per Beat it e miglior performance strumentale R&B per Billie Jean. Jones, nella sopracitata intervista per Vulture, ha inoltre definito Jackson come «uno che ha rubato parecchio in giro [a livello di ispirazione]», ma anche una persona molto «avida [si è attribuito la paternità di arrangiamenti che non erano i suoi]».

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