La presenza di Tony Effe al Concertone di Capodanno a Roma è in dubbio, ma cosa sta succedendo esattamente?
Negli ultimi giorni, la scelta di portare uno degli artisti più ascoltati in Italia a cantare al prestigioso evento ha scatenato una serie di proteste da parte di ogni frangia politica e non: dalle consigliere municipali del centrosinistra a quelle di Azione, dalle militanti del PD di Roma a Fratelli d’Italia, passando anche per le associazioni di donne vittime di violenza. Il motivo? La trap è nota per l’uso frequente di testi misogini e sessisti.
Le ultime notizie sembrano alludere addirittura alla possibile cancellazione del concerto. Come riportato dai principali quotidiani italiani, il Comune di Roma oggi dovrebbe formalizzare la richiesta al trapper di fare un passo indietro anche se non è ancora chiaro se Tony Effe e il suo entourage asseconderanno tale richiesta.
Stando a quanto riporta Repubblica, una cancellazione non dovrebbe portare a rischio di penali poiché i contratti non erano ancora stati firmati. Lo scorso weekend, Tony Effe ha pubblicato sui propri social una storia dichiarandosi estraneo a ogni idea sessista e misogina: «Sono onorato di cantare al Circo Massimo nella mia città. Voglio ringraziare il Comune per questa opportunità. Rispetto e amo tutte le donne e mi dispiace che qualcuno ancora pensi il contrario. Roma, ci vediamo a Capodanno».
Concertone no, Sanremo sì?
Nelle ultime ore, anche il Codacons ha fatto sentire la propria voce, inserendosi nel dibattito che vede il Campidoglio desideroso che il trapper faccia un passo indietro e contemporaneamente il festival che lo ha inserito tra i concorrenti in gara nel 2025.
«Se sarà bloccata l’esibizione di Tony Effe al concertone di Capodanno a Roma, la stessa misura deve valere anche per il prossimo festival di Sanremo dove il rapper, nonostante i suoi testi violenti e sessisti, è stato accolto a braccia aperte dalla Rai e da Carlo Conti». Continua il comunicato: «Sanremo è un evento che ha un seguito immensamente maggiore del Concertone. Siamo scandalizzati che nessuno abbia protestato per la assurda decisione di Carlo Conti di invitare al festival rapper, non solo Tony Effe, responsabili di testi gravemente lesivi delle donne e potenzialmente pericoli per il pubblico».