In un’intervista rilasciata a Rolling Stone per l’uscita del libro di poesie Orlam, PJ Harvey ha accennato anche al nuovo lavoro in studio, il tanto atteso follow-up The Hope Six Demolition Project del 2016. Da quanto leggiamo, il progetto sarebbe nelle fasi finali di realizzazione, ma in arrivo non prima della prossima estate (nel 2023).
Mi ci è voluto molto tempo e lavoro per ottenere il risultato desiderato, ma alla fine ne sono molto felice.
PJ Harvey
Durante lo scambio, la cantautrice ha inoltre elencato alcune recenti ispirazioni musicali, dal lavoro dei compositori di colonne sonore come Jonny Greenwood, Mica Levi, Hildur Guðnadóttir e Ryuichi Sakamoto, a quello di Thom Yorke con il progetto The Smile, passando per l’album All Thoughts Fly di Anna von Hausswolff, fino all’ultima fatica in studio di Bob Dylan, Rough and Rowdy Ways del 2020. Quest’ultimo lavoro è anche il suo preferito, una cosa straordinaria, a detta sua, per un artista che ha ammirato per tutta la vita. Sempre a proposito di passioni, spicca Elvis, che nel suo libro di poesie viene rappresentato quasi come una figura divina («Amo tutto di lui. Non solo potrei perdermi nella sua voce, ma trovo fantastica anche la sua immagine»).
Negli ultimi due anni, l’intera discografia di Polly è stata ristampata in vinile, con ogni riedizione a venir accompagnata da un secondo album di demo inediti. Iniziata nel 2020 con la ristampa dello storico debutto Dry, la serie si è conclusa lo scorso marzo con la raccolta demo abbinata a Hope Six… Durante lo scambio con il giornalista Kory Grow, Harvey ha sottolineato come lo sforzo retrospettivo abbia influenzato il nuovo disco.
…mi ha fatto venir voglia di tornare a registrare con il mio vecchio 4 tracce. Quest’album l’ho registrato con lo smartphone. Sul serio, ho cantato con il telefono in mano. Non ho neanche fatto delle demo perché non volevo affezionarmi a quelle versioni. Ma poi mi sono sentita come se avessi perso una parte importante del processo di composizione, e mi è venuta voglia di ricominciare tutto da capo.
PJ Harvey
Su SA trovate un ampio monografico dedicato alla cantante di Down By The Water a firma Stefano Solventi e potete recuperare, tra le altre, la recensione classic di Dry, ma anche quella relativa a Let England Shake, scritta al tempo della sua uscita, 10 anni fa. Su Sa trovate inoltre la critica del sopracitato The Hope Six Demolition Project del 2016, firmata da Fernando Rennis, e uno speciale su Uh Huh Her a cura di Giuseppe Zevolli.