Phish

I Phish s’inventano per Halloween una band da coverizzare live (ma i brani li hanno scritti davvero)

Guardate che bello scherzetto di Halloween hanno fatto i Phish...

Dolcetto o scherzetto? Loro sono i Phish ma ad abboccare sono stati i loro fan, e non solo. Lo storico gruppo prog/psych statunitense ha giocato un bel tiro a tutti inventandosi una band inesistente da “coverizzare”, come da loro tradizione, nella notte di Halloween. Trey Anastasio e soci hanno infatti l’abitudine di suonare ogni anno dal vivo un classic album nella sua interezza la sera del 31 ottobre.

Ma l’album scelto mercoledì sera non è mai esistito, così come la band che avrebbe dovuto esserne l’autrice. Come riporta Spin, durante il concerto tenuto alla MGM Grand Arena di Las Vegas, i Phish hanno presentato al pubblico í rokk, l’unico disco realizzato – nel 1981 – da una sconosciuta prog band scandinava chiamata Kasvot Växt. E nei giorni precedenti, il combo del Vermont aveva disseminato il web di finti monografici, recensioni e interviste a questa misteriosa formazione. Addirittura aveva anche infilato i titoli di alcuni (finti) brani negli archivi di vecchie playlist trasmesse per radio. Non solo. Ai fan in entrata nella venue la sera del concerto era stata consegnata pure una scaletta con i brani del fake album che i musicisti avrebbero eseguito e il punto dello show in cui questo sarebbe accaduto, ma al momento convenuto la band ha sorpreso tutti riapparendo in scena con tutti i componenti vestiti di bianco, alle prese con strumenti anch’essi completamente bianchi.

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E c0sa hanno suonato al posto del disco annunciato? Ma naturalmente proprio il disco annunciato. O meglio, la loro versione di un ipotetico album di un ipotetico gruppo prog svedese esistito negli anni ’80. Era questo lo scherzo, quindi non tanto uno scherzo: Anastasio & co. hanno davvero scritto di sana pianta dieci nuovi brani, rispettando ovviamente i dettami che si erano dati in quanto a stile e testi, e li hanno eseguiti come se fossero cover. Geniale.

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Come si può leggere da Setlist, il secondo set del concerto è stato dedicato a queste 10 canzoni che riportano i titoli in svedese e la loro traduzione in inglese. Perchè la band, in precedenza, si era anche premurata di far sapere che i testi erano stati tutti tradotti, non potendo cantarli in lingua originale. Insomma, lo scherzetto ha retto fino alla fine e i fan hanno sicuramente gradito. E chissà che a questo punto non esca davvero il finto album…

Ricordiamo che i Phish ci avevano sorpreso anche l’anno scorso per la loro cover di Everything In Its Right Place dei Radiohead. L’ultimo loro disco è stato Big Boat, risalente al 2016. Nello storico di SA trovate, tra le altre cose, la recensione di uno dei loro capolavori, A Picture Of Nectar, disco pubblicato nel 1992.

Tracklist

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