Tom Verlaine è morto la settimana scorsa in seguito a una breve malattia, aveva 73 anni, e la notizia della sua scomparsa è stata diffusa dalla figlia di Patti Smith, Jesse. È seguita una lunga scia di cordoglio che ha attraversato l’intera comunità artistica, con molti musicisti e colleghi a elogiare Tom e rendere omaggio a Marquee Moon, il capolavoro dei Television, di cui il musicista è stato frontman e autore.
Patti Smith ha scelto in queste ore il New Yorker per condividere un elogio del compianto musicista, suo ex fidanzato con il quale è rimasta in ottimi rapporti dagli anni ’70 fino alla sua morte. La poetessa del rock ha innanzitutto ricordato la sua carriera a partire dalle origini e il loro primo incontro.
Nato Thomas Joseph Miller, è cresciuto a Wilmington, nel Delaware […] Alle superiori ha imparato a suonare il sax emulando i suoi eroi, John Coltrane e Albert Ayler. Giocava anche a hockey. Ed è stato un dischetto che gli ha rotto un dente a fargli appendere al chiodo il sassofono per dedicarsi alla chitarra elettrica […] Siamo cresciuti a una ventina di minuti l’uno dall’altra, noi due pecore nere, avremmo potuto facilmente incontrarci in quelle strade di campagna, con sottobraccio i nostri libri di poesia simbolista francese. E invece no. Accadde nel 1973 sulla East Tenth Street, vicino alla chiesa di St. Mark. Lui mi ferma e mi fa ‘Sei Smith’. Aveva i capelli lunghi all’epoca. Ci siamo studiati con brevi sguardi, indossavamo abiti che nessuno portava più, eppure sentivamo l’eco del futuro. Ho fatto caso a come cadevano le sue lunghe braccia e le sue altrettanto lunghe, bellissime mani. Ci lasciammo quel giorno per poi rivederci una sera di Pasqua…
Patti Smith, The New Yorker
Anche il giorno in cui Smith ha visto i Television per la prima volta suonare dal vivo, al CBGB’s, la sera del 14 aprile 1974, domenica di Pasqua, è oggetto di un sentito ricordo.
Ciò che abbiamo visto quella sera conservava un fascino familiare, uno scorcio di futuro, un perfetto incontro di poesia e r’n’r. Mentre guardavo Tom suonare pensai ‘se fossi nata ragazzo sarei stata lui’.
Patti Smith, The New Yorker
Per Patti Smith non c’era nessuno come Tom Verlaine: «possedeva un dono innato: trasformare una goccia d’acqua in poesia che in qualche modo generava musica». Trovate il racconto completo sulle pagine del New Yorker.