Tutto è bene quel che finisce bene. La versione di La mia storia tra le dita reinterpretata da Laura Pausini non verrà ritirata dal mercato. La Warner Chappel Music Italiana ha annunciato di aver risolto positivamente la controversia con Gianluca Grignani e Massimo Luca, co-autori del brano originale.
L’epilogo mette quindi la parola fine a una vicenda che, da luglio e per tutta l’estate, è stata alimentata da continui botta e risposta sui social tra le due parti coinvolte, fino ad arrivare a diffide formali e e alla minaccia di querela per diffamazione contro l’editore.
I dissapori creati da una mancata citazione
Tutto era iniziato in piena estate, quando Laura Pausini aveva annunciato sui propri canali una nuova versione del celebre brano che nel 1995 consacrò artisticamente Grignani. Nei primi post della cantante però non veniva menzionato l’autore, né si lasciava intendere che si trattasse di una cover – e non di un nuovo brano, come si leggeva invece nella didascalia.
Grignani aveva commentato così:
È doveroso che io ricordi che il singolo in uscita è una cover di un brano che, se non sbaglio, ho scritto e interpretato io. Ci tenevo a ricordarlo
Commento poi, secondo il cantautore, che sarebbe stato rimosso dai post della cantante. Da lì in poi il clima si fa sempre più teso: le scuse e le correzioni della Pausini sembrano mettere una toppa poco efficace.
La modifica al testo e l’accusa di “stravolgimento”
Arriva il 12 settembre, data di uscita della cover, che viene pubblicata in ben quattro lingue (italiano, francese, portoghese e spagnolo). È qui che la questione assume un altro spessore, più delicato: una modifica al testo, un piccolo cambio letterale legato alla prospettiva di genere che però modifica il significato originario del brano, e a detta degli autori lo “stravolge completamente”.
Secondo Grignani e Luca, inoltre non era stata chiesta alcuna autorizzazione per modificare il testo: le accuse vengono però prontamente respinte da una nota firmata Warner Chappel, che anzi sosteneva il contrario.
Le azioni legali
La replica dei due autori, tramite l’avvocato Giorgio Tramacere, definiva la comunicazione dell’editore “totalmente falsa e gravemente lesiva” della loro reputazione. Da qui l’annuncio di un’azione legale per diffamazione aggravata a mezzo stampa.
La vicenda, spostatasi sul piano giudiziario, costringe Grignani e Luca a procedere nelle sedi opportune per tutelare l’integrità del brano: le richieste erano la sospensione e la rimozione di La mia storia tra le dita in versione Pausini da tutte le piattaforme e gli store digitali.
Pace fatta: accordo senza tribunale
Nella giornata di ieri, con una nota congiunta, Warner annuncia che gli autori acconsentono alla permanenza sul mercato della versione contestata, dichiarando la soddisfazione da entrambe le parti coinvolte per il risultato raggiunto.
La controversia si chiude quindi senza passaggio in tribunali, e restituisce così ossigeno a un brano che tornerà di nuovo al centro della scena quando, tra pochi giorni, sarà incluso all’interno di una riedizione celebrativa dell’album Destinazione Paradiso, in uscita per i trent’anni dall’esordio di Grignani.
A proposito del rocker milanese, su SA potete leggere la recensione del suo secondo album La Fabbrica di Plastica (1996), a cura di Stefano Solventi.