Il produttore e cantante siriano Omar Souleyman, all’anagrafe Omar Almasikh, sarebbe stato posto in stato di fermo dalla polizia turca a seguito di un’irruzione in casa sua, nella città di Urfa, non lontano dal confine con la Siria. Viveva qui da diversi anni, a seguito della guerra civile scoppiata nel suo paese.
Il reporter Jake Hanrahan, che ha lavorato in Siria e Turchia, ha scritto in un tweet che le ragioni dell’arresto sarebbero legate alla presunta partecipazione di Souleyman al partito curdo dei lavoratori, il PKK. Durante la sua carriera l’artista ha spesso appoggiato le ragioni del movimento curdo che si oppone al regime turco.
There are reports that Omar Souleyman is accused of being a member of the PKK.
Souleyman is an Arab from Serekaniye in Syria. Throughout this career he has always shown solidarity with the Kurdish struggle. This is likely the reason for this accusation. pic.twitter.com/W9mqDlKFIQ
— Jake Hanrahan (@Jake_Hanrahan) November 17, 2021
Secondo l’articolo apparso su Kronos, inoltre, Souleyman sarebbe stato sottoposto a un controllo sanitario in ospedale, prima di essere portato altrove per l’interrogatorio. Seguiremo la vicenda con eventuali aggiornamenti.
Classe 1966, nativo di Ra’s al-‘Ayn, Siria, Omar Souleyman è una delle sensazioni della world music elettronica degli ultimi anni. Sette album ufficiali all’attivo (l’ultimo dei quali, Shlon, è stato recensito su queste pagine da Luigi Lupo), Omar è sicuramente un musicista-personaggio, ma anche un producer di sostanza, che può vantare l’apprezzamento di artisti come Caribou (assieme al quale ha curato l’ATP Nightmare Before Christmas edizione 2011), Björk (suoi alcuni remix per Biophilia) e Damon Albarn (una collaborazione pensata per Plastic Beach dei Gorillaz, rimasta inedita).