Olivia Rodrigo ha pubblicato a sorpresa Serena Joy, nuova canzone rimasta fuori dal suo ultimo album You Seem Pretty Sad For A Girl So In Love. Il brano, ora disponibile sulle principali piattaforme di streaming, è stato registrato durante le sessioni del disco uscito a giugno.
Il pezzo era comparso per la prima volta in una tiratura limitata di appena 500 CD, messi in vendita il 21 agosto all’Analog Record Shop di Tustin, in California. Le copie sono andate esaurite nel corso della stessa giornata. Rodrigo ha poi annunciato l’arrivo del brano in streaming, spiegando che una parte dei proventi netti sarà destinata al Daisy Chain Fields Fund.
Il titolo Serena Joy richiama Serena Joy Waterford, personaggio centrale del romanzo distopico Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood. Nella storia, Serena contribuisce alla costruzione del regime autoritario di Gilead, finendo però privata degli stessi diritti che il sistema ha contribuito a negare alle altre donne.
La canzone si muove proprio attorno ai temi del potere, dell’oppressione e della complicità con sistemi capaci di ritorcersi contro chi li sostiene. Nel testo, Rodrigo canta di un pericolo che può estendersi a tutti: «If they do it to them, they’ll do it to you».
Daisy Chain Fields e nuovo album
Il nuovo singolo arriva inoltre a pochi giorni dal Daisy Chain Fields, festival organizzato da Rodrigo e dedicato ad artiste e gruppi femminili. Sul palco sono attesi, tra gli altri, Chappell Roan, Doechii, Mitski, Bikini Kill, Garbage, The Breeders, KATSEYE e Santigold. I proventi dell’evento saranno destinati a organizzazioni impegnate a sostenere donne e ragazze.
Nel frattempo, Olivia Rodrigo si prepara a partire con il tour mondiale Unraveled, che prenderà il via in Nord America il prossimo mese per poi arrivare nel Regno Unito e anche dalle nostre parti nel 2027.
You Seem Pretty Sad For A Girl So In Love ha raccolto un buon riscontro anche in Italia, dove ha debuttato al primo posto della classifica album. Il disco è stato recensito su queste pagine da Davide De Gennaro.