In un momento di forte esposizione mediatica, Olivia Rodrigo ha annunciato la nascita del suo primo festival, Daisy Chain Fields, evento in programma il 29 agosto alla Great Park di Irvine, in California. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di costruire uno spazio musicale interamente dedicato ad artiste donne con una forte attenzione alla dimensione comunitaria e alla rappresentazione femminile.
La line-up della prima edizione riunisce nomi trasversali della scena contemporanea e alternative pop/rock: Chappell Roan, Mitski, Bikini Kill, The Breeders, Garbage, Doechii, Santigold e Rachel Chinouriri, insieme a Katseye e a una serie di progetti emergenti come Not for Radio, Die Spitz, Quiet Light ed Eli.
Il festival ospiterà anche una serie di special guest di rilievo, tra cui Stevie Nicks, Karen O e Sarah McLachlan. Tutti gli artisti coinvolti hanno accettato di non percepire compensi per le performance, mentre i proventi netti dell’evento saranno destinati a organizzazioni non profit impegnate nella tutela dei diritti delle donne e delle ragazze, tra cui Center for Reproductive Rights, Planned Parenthood e Johns Hopkins Center for Indigenous Health.
L’intera struttura del festival è stata pensata come erede ideale di esperienze come Lilith Fair, con l’intento dichiarato da Rodrigo di offrire alle nuove generazioni uno spazio musicale inclusivo, condiviso e centrato sulla solidarietà tra artiste e pubblico.
Il nuovo album
Nel frattempo, l’album You Seem Pretty Sad For A Girl So In Love, pubblicato lo scorso 12 giugno, sta raccogliendo un enorme successo anche dalle nostre parti dove ha debuttato al primo posto della classifica album. Il disco è stato recensito su queste pagine da Davide De Gennaro e rientra in una fase promozionale che include anche due date italiane previste per il 2027.
Assieme al lancio non sono mancate le interviste promozionali e con esse alcuni aneddoti legati ai propri concerti e al rapporto con il pubblico. In un passaggio a Kiss FM Olivia Rodrigo ha raccontato episodi legati a fan particolarmente estremi, citando anche il caso di spettatori che rimangono in prima fila per ore senza lasciare la posizione, con modalità che le ricordano eventi come il Capodanno a Times Square, vissuti con dinamiche simili durante i propri show.
