Oasis
Oasis ad Heaton Park. Credit: Big Brother Recordings

Oasis, la città canta con loro: Heaton Park, un rito collettivo (anche fuori dal parco)

Mentre Liam e Noel portano il Live ’25 nella loro Manchester, centinaia di fan senza biglietto affollano pub e prati attorno al parco. Un evento urbano condiviso.

Ieri sera gli Oasis hanno tenuto il secondo dei cinque concerti previsti nella loro città natale, Manchester. Tutte le date europee del tour sono andate esaurite nel momento stesso in cui i biglietti sono stati messi in vendita, tra disguidi tecnici, polemiche e un acceso dibattito sul caro prezzi: i ticket, gestiti inizialmente con la formula del dynamic pricing, hanno raggiunto un costo medio intorno alle 160 sterline. Molti fan non sono riusciti ad acquistarli in tempo, altri non hanno semplicemente potuto permetterseli.

Eppure, come raccontato anche dal NME, lo spirito della band non si è fermato ai cancelli di Heaton Park. Centinaia di persone si sono radunate nei pressi del parco, trasformando i pub e i prati circostanti in luoghi di partecipazione collettiva. Al The Ostrich, il pub proprio di fronte all’ingresso, si cantava a squarciagola Little by Little – brano guidato da Noel e incluso nella scaletta della serata – mentre altri fan si sistemavano sull’erba, da dove si poteva “sentire tutto” e vedere gli schermi giganteschi da 84 metri montati per l’evento.

Non sono mancati nemmeno i tentativi – diventati virali su TikTok – di entrare senza biglietto: in un video, la polizia rincorre un gruppo di fan che cerca di scavalcare con una scala, senza successo. Ma l’atmosfera generale è rimasta conviviale e festosa.

Sul palco, Liam e Noel Gallagher salgono onstage mano nella mano, si abbracciano, condividono sorrisi. A fare da sfondo, un impianto visivo pop-psichedelico che accompagna – senza mai sovrastare – una scaletta da greatest hits (già condiviso un primo estratto live), compatta e senza sorprese, finora identica in tutte le date. A cambiare sono i riferimenti, le tracce che ogni tappa imprime sulla narrazione dello show. A Manchester, il più evidente è quello a Pep Guardiola: presente tra il pubblico, è stato omaggiato da Liam con una dedica sentita (“al più grande fottuto allenatore di tutti i tempi”) prima di D’You Know What I Mean?, mentre sul palco faceva capolino anche una sua sagoma cartonata, sistemata accanto a Noel.

Dopo le cinque serate a Manchester, il Live ’25 Tour proseguirà con sette date a Wembley, quindi Edimburgo, Dublino e poi Nord America, Sud America, Australia, Corea del Sud e Giappone.

Tracklist