Giusto in questi giorni ripescavamo una dichiarazione di John Lydon a proposito di Smell Like Teen Spirit e di Nevermind dei Nirvana, album epocale il cui titolo ha qualcosa in comune con altro caposaldo della storia del rock, Never Mind The Bollocks, Here’s The Sex Pistols. Proprio ieri, a proposito del 25esimo anniversario di Deserter’s Songs, ricordavamo quanto la critica dell’epoca lo accostò a Pet Sounds dei Beach Boys, come del resto aveva fatto per Ok Computer dei Radiohead definendolo il Sgt. Pepper dei ’90.
Ci sono dischi che hanno già un proprio posto nella storia e altri il cui valore, seppur certificato e ampiamente riconosciuto, non corrisponde, almeno nella testa dei loro autori, alla loro reale portata. Certamente poi, inserirsi in questo tipo di dialettica e di contesti porta sempre un gran numero di rilanci stampa e discussioni social, e paralleli come questi hanno sempre un fine (auto)promozionale non secondario.
Noel Gallagher ne è perfettamente consapevole e pertanto non stupisce sentirgli affermare che Definitely Maybe, esordio degli Oasis pubblicato nel 1994, è stato “l’ultimo grande disco punk”.
Per molti aspetti Definitely Maybe è stato l’ultimo grande disco punk. Lo abbiamo registrato in economia di mezzi ma con un’attitudine smisurata e altrettanto grandi ambizioni. Se ascolti Never Mind The Bollocks è piuttosto simile. Quel disco aveva a che fare con l’angoscia dei teenager del 1977, fast forward al 1994 e Definitely Maybe parla della gloria di essere teenager… …una fedele fotografia di ragazzi della working class che cercano di sfondare… …parla di scopare, drogarsi, bere e della bellezza di tutto ciò
Noel Gallagher, intervista a Mojo
Va precisato. Che il debut dei Sex Pistols sia un album registrato in economia di mezzi non è affatto vero, come note dal 1977 le polemiche che accompagnarono la sua uscita con Lydon, il produttore Chris Thomas e la casa discografica a scornarsi su un disco prodotto con tutti i trucchi dello studio registrazione dall’epoca, dai Beatles e Spector in avanti. In Never Mind The Bollocks il suono delle chitarre è infatti stratificato, spezzettato e ancora re-inciso, e lo stesso si può dire delle parti vocali e della batteria, tutto amplificato per la massima resa, al contrario di quanto si poteva già al tempo ascoltare in bootleg come Spunk.
Precisazione a parte, il senso sociologico delle affermazioni di Noel ci può stare, entrambi gli album parlano alle rispettive generazioni, con la differenza che Definitely Maybe non ha avuto la stessa importanza a livello di stravolgimenti culturali, economici e discografici di quelli dei Sex Pistols e Nirvana. Ne avrebbe avuta di più se fosse uscito al posto di Nevermind, con Supersonic a prendere il posto nell’immaginario collettivo di Smell Like Teen Spirit. Sia come sia parliamo pur sempre di uno degli esordi che nella storia del rock hanno lasciato il segno.
Noel Gallagher ha pubblicato lo scorso giugno l’album Council Skies, la recensione su queste pagine è di Antonio Puglia. L’unica data italiana di presentazione del disco è fissata per l’8 novembre 2023 al Mediolanum Forum di Milano.
Di recente è uscito un nuovo lyric video di Acquiesce degli Oasis, b side di Some might say da (What’s the Story) Morning Glory?. Il brano è anche parte della tracklist della ristampa di The Masterplan la raccolta di rarità della band in uscita il 3 novembre per il 25esimo anniversario.
