Nick Cave ha fatto in questi giorni scelte che in gioventù non avrebbe mai fatto. Nei giorni scorsi lo abbiamo visto rispettivamente al concerto romano di Bruce Springsteen e a Westminister Abbey per il Coronation day che ha formalizzato il Principe Carlo a Re Carlo III d’Inghilterra.
Sulla decisione di partecipare all’evento organizzato dai reali, il songwriter si era già pronunciato mettnedo le mani avanti con un post dedicato sul blog personale The Red Hand Files. Di queste ore i nuovi chiarimenti e riflessioni a riguardo sulle colonne di NME, anche in replica ai fan più delusi che gli hanno scritto di non voler più saperne di lui e della sua musica dopo averlo sentito presenziare all’evento.
Non sono né un monarchico né uno che tifa per i reali e neppure un repubblicano. E ciò che neanche sono è una persona affatto curiosa del mondo e di come funziona, un tipo brontolone e idelogicamente orientato che rifiuta l’invito a quello che è stato con ogni probabilità l’evento storico più importante nell’odierno Regno Unito. E non solo il più importante ma anche quello più particolare, senz’altro il più strano…. …In passato, ho incontrato la regina Elisabetta II a Buckingham Palace. È stato piuttosto imbarazzante, ciononostante è stata un’esperienza importante: mi è sembrata un’entità quasi extraterrestre e al tempo stesso una delle figure più carismatiche che abbia mai conosciuto…
Nick Cave
Sempre in risposta a lettere di fan che lo criticavano per essere diventato “un tipo da cartolina”, Cave aveva risposto lo scorso gennaio di “essere cambiato dopo la morte del figlio Arthur”. E sempre su The Red Hand Files aveva detto la sua anche sull’intelligenza artificiale e sulle sue applicazioni nel mondo dello spettacolo e dell’arte in generale.