Nick Cave
Nick Cave, Arena di Verona, 2022, foto di Alice Blandini

Nick Cave all’Arena di Verona, così lontano (e infine) così vicino, scaletta e fan video

La scaletta è identica a quella di Taranto (e a quella pensata per questo Summer Tour), salvo per un brano. L'attacco è una dichiarazione d'intenti, “Get Ready for Love”

A Taranto esortava il pubblico (e se stesso) a respirare, a Verona c’era una buca, o come la chiama lui un “fucking hole”, a separarlo da esso. In comune tra le due esibizioni c’è l’energia e la magia di un uomo che non conosce barriere tra sé e la propria arte, come tra sé e i propri pensieri. Il blog personale, la scultura, i documentari di Andrew Dominik, tutto rientra in un più ampia relazione che Nick Cave ha instaurato con i propri fan, o sarebbe meglio dire con l’altro. Con ciò che non è lui. Una relazione affatto zen, che anzi, necessita di contatto umano, proprio come umane e sagge sono le parole che Re Inchiostro riserva a chi lo interroga sui più svariati temi attraverso i Red Hand Files.

Quello dell’Arena di Verona – circa 10.000 persone paganti in trepidante attesa – è stato un concerto che ha corso il serio rischio di saltare. Alle 20:00 tutto è in forse. Pioggia e forte vento hanno fatto danni sul palco e i Vigili del Fuoco verificano l’agibilità. Il pericolo verrà sventato nel giro di un’ora, ma quel che l’audience si trova davanti è qualcosa di incompleto, con un Cave che, al solito, si dà, scalcia e si agita, eppure è spaesato dal mancato contatto con l’audience (date un’occhiata al video di Jubilee Street).

D’altro canto c’è una parte di pubblico che reclama a gran voce quella buca/pit che avrebbe voluto occupare ma che per sacrosante ragioni di sicurezza gli è stata negata, distanza che fortunatamente verrà annullata più e più volte nella seconda parte dello show. In From Her to Eternity Cave trascorre metà del pezzo incollato davanti al pubblico poi sulle gradinate a stringere mani, ed è a quel punto che la comunione si consuma e il live si mostra per quello che avrebbe dovuto esser fin dall’inizio.

Dal punto di vista della scaletta tra Taranto e Verona, e questo vale per l’intero Summer Tour, non vi è alcuna differenza salvo per Ghosteen Speaks, brano che durante i bis in chiusura di scaletta all’Arena salta per problemi d’orario.

Nick Cave
Nick Cave, Arena di Verona, 2022, foto di Alice Blandini

Scaletta (via setlist.fm)

  • Get Ready for Love
  • There She Goes, My Beautiful World
  • From Her to Eternity
  • O Children
  • Jubilee Street
  • Bright Horses
  • I Need You
  • Waiting for You
  • Carnage (a firma Nick Cave & Warren Ellis)
  • Tupelo
  • Red Right Hand
  • The Mercy Seat
  • The Ship Song
  • Higgs Boson Blues
  • City of Refuge
  • White Elephant
    (Nick Cave & Warren Ellis cover)

Bis

  • Into My Arms
  • Vortex

 

Quest’anno è uscito nei cinema (e su Mubi sarà disponibile dall’8 luglio) This Much I Know To Be True, il documentario di Andrew Dominik dedicato alla partnership artistica tra Nick Cave e Warren Ellis. La recensione su queste pagine è di Flavio Zaurino. Il suo ultimo album, Carnage, è stato recensito su queste pagine da Tommaso Iannini, che ha inoltre curato un approfondimento di carriera dedicato all’artista australiano. Per quanto riguarda il blog di Cave, una delle ultime puntate riguarda “La libertà di parola come espressione della nostra unicità”.

Per la foto gallery completa di Alice Blandini vi rimandiamo a una pagina dedicata.

Tracklist
  • 1 Hand Of God
  • 2 Old Time
  • 3 Carnage
  • 4 White Elephant
  • 5 Albuquerque
  • 6 Lavender Fields
  • 7 Shattered Ground
  • 8 Balcony Man
Nick Cave & Warren Ellis
Carnage

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