Dopo aver cancellato l’apparizione pianificata al prossimo Farm Aid di settembre per questioni di sicurezza legate alla diffusione del Covid-19, Neil Young si è scagliato contro i grandi festival, oggetto di un nuovo post sul suo blog, in cui li definisce dei “super-spreader” del virus. Intitolato Concerts and Covid, l’intervento del cantautore canadese prende di mira i grandi promoter, per lui responsabili della diffusione del contagio e di voler guadagnare sulla pelle del pubblico.
I grandi promoter, se avessero giudizio, potrebbero fermare questo tipo di spettacoli. Live Nation, AEG, e gli altri grandi promoter potrebbero farlo se solo riuscissero a dimenticare di fare soldi per un po’… Controllano gran parte del mercato dell’intrattenimento. Hanno il potere di fermare gli spettacoli in cui migliaia si ammassano. È il denaro che motiva la diffusione. I grandi promoter sono responsabili della diffusione del virus
Neil Young
Un punto di vista inequivocabile che arriva nonostante protocolli annunciati dagli organizzatori per contrastare la diffusione del virus durante i grandi eventi. Anschutz Entertainment Group (AEG), promoter, tra le altre cose, dietro a importanti festival statunitensi quali Coachella, Firefly e Day N Vegas, ha recentemente introdotto la nuova policy in materia di sicurezza che dal 1 ottobre renderà la somministrazione di due dosi di vaccino contro il Covid-19 la condizione indispensabile per poter accedere agli show.
Anche Live Nation si è mossa nella stessa direzione, e dopo aver permesso ai propri artisti di stabilire protocolli – quali richiedere la prova di avvenuta vaccinazione o un tampone negativo – per l’accesso agli show, ha annunciato che dal prossimo ottobre si potrà partecipare ai live (ma anche ai loro luoghi di lavoro) soltanto dopo aver ricevuto un ciclo completo di vaccinazione o presentando un test negativo.
Volano di questa decisione, proprio uno dei festival organizzati da Live Nation: il Lollapalooza, tenutosi a inizio agosto. Un evento a capacità piena, senza distanziamento e con pubblico vaccinato o con tampone negativo, che non si è dimostrato un superdiffusore, come qualcuno temeva. Secondo quanto riportato da Consequence of Sound, sono riconducibili all’evento appena 200 casi a fronte di 385.000 partecipanti.
A quanto pare, Young non è completamente rassicurato dalle nuove regole, visto che anche pochi contagi possono a loro volta diffondere il virus in famiglia o altrove. Aggiunge di essere inoltre a conoscenza di tour in corso bloccati per una persona dell’entourage risultata positiva, affermando che si continua su questa linea assurda solo per denaro.
Questi giganti dell’intrattenimento hanno appena rinnovato molti vecchi locali e hanno speso un sacco di soldi per farlo. Per questo motivo, ora non possono smettere di vendere i biglietti. Soldi e business. Questo non rende le cose OK. È un cattivo esempio. La persone vedono i concerti pubblicizzati e pensano che parteciparvi e socializzare sia OK. Non lo è. Si tratta di eventi super-diffusori, irresponsabili feste della libertà. Abbiamo bisogno della Libertà di stare al sicuro. Non di un cattivo esempio. Perché questo potrebbe essere solo l’inizio
Neil Young
Della stessa opinione del cantautore, altre grandi band hanno deciso di rinviare al prossimo anno i vari tour e concerti già fissati per il 2021, come recentemente hanno fatto i Pixies e prima di loro Korn, Limp Bizkit e Nine Inch Nails.
Ricordiamo che, a inizio 2021, l’artista ha ceduto il 50% del suo catalogo di canzoni al fondo d’investimento Hipgnosis Songs. Il compositore di Toronto ha reso inoltre disponibili gratuitamente i suoi Archives fino alla fine dell’anno scorso. E a proposito del suo archivio online, una delle sue ultime aggiunte è il corposo Neil Archives Volume II: 1972–1976, ben 10 album di musica che non troverete sulle piattaforme di streaming, ma solo – appunto – sul sito dell’artista. Di recente è uscita anche la ristampa per il cinquantennale del celebre After The Gold Rush, terzo album in studio del songwriter, che nel 2020 ha dato alle stampe Homegrown, l’album “perduto” registrato tra il 1974 e il 1975, e l’EP The Times, registrato in casa su iPad come parte delle sue session del focolare.