La notizia della scomparsa di William Orbit è stata diffusa dalla famiglia e dagli amici attraverso un messaggio pubblicato sui canali social dell’artista. Nel comunicato si legge che il produttore e compositore britannico è morto nella propria abitazione il 23 luglio 2026, all’età di 69 anni. «Siamo profondamente addolorati per la sua scomparsa. Mancherà immensamente a noi e ai tantissimi che ha toccato con la sua musica, la sua amicizia e la sua gentilezza», si legge nella nota, che chiede inoltre rispetto per la privacy della famiglia e delle persone a lui più vicine. Non sono state rese note le cause del decesso.
Carriera
Nato a Londra il 15 dicembre 1956 con il nome di William Mark Wainwright, Orbit iniziò la propria attività musicale all’inizio degli anni Ottanta con il progetto Torch Song, per poi fondare l’etichetta Guerilla Records e affermarsi come uno dei produttori più ricercati della scena internazionale.
La consacrazione arrivò nel 1998 con Ray Of Light di Madonna, un album all’insegna di un mix di elettronica, trip hop, ambient e techno che segnò una svolta nella sua carriera. Il disco conquistò quattro Grammy Awards ed ebbe un’enorme influenza sul pop di fine millennio. In seguito Orbit tornò a collaborare con la popstar anche per Music e MDNA.
Un altro capitolo fondamentale della sua carriera fu la produzione di 13 dei Blur, l’album di Tender e Coffee & TV, che accompagnò la band verso territori più sperimentali e aperti all’elettronica.
Nel corso della sua carriera Orbit ha lavorato inoltre con artisti quali U2, Britney Spears, Pink, Ricky Martin, Robbie Williams, Melanie C, All Saints, Beck, Kraftwerk e No Doubt. Parallelamente ha portato avanti una prolifica carriera solista, con un totale di undici album, tra cui il fortunato Pieces In A Modern Style. L’ultimo lavoro in studio, The Painter, è uscito nel 2022.
Gli omaggi della comunità musicale
Subito dopo l’annuncio della sua morte sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio da parte di musicisti e collaboratori. Melanie C, che aveva lavorato con Orbit al suo album d’esordio Northern Star, ha scritto: «È stato un onore lavorare con questo grande uomo. Mando tutto il mio affetto».
Il dj e produttore Ferry Corsten ha ricordato la sua capacità di guardare alla musica da prospettive sempre nuove: «Aveva un modo davvero unico di concepire la musica. Non seguiva mai la strada più ovvia. Sfidava continuamente le convenzioni, abbracciava l’imprevedibile e creava suoni che sembravano anni avanti rispetto al loro tempo. Ogni volta che lavoravamo insieme ne uscivo ispirato».
Anche il produttore e dj Erol Alkan ha voluto rendergli omaggio, definendolo «un produttore straordinario» e ricordando l’importanza dei tanti dischi ai quali ha contribuito nel corso della sua lunga carriera.