Lucio Corsi con Topo Gigio
Lucio Corsi con Topo Gigio canta “Nel blu, dipinto di blu” a Sanremo 2025

Lucio Corsi e Topo Gigio a Sanremo 2025: omaggio e divertissement

Un duetto giocoforza nostalgico, tra il cantautore toscano e uno dei pupazzi più noti della tv italiana

Il palco dell’Ariston si tinge di blu, anzi, di “blu dipinto di blu”. Il classico per eccellenza della canzone italiana e del Festival stesso, viene scelto da Lucio Corsi come brano da presentare durante la serata delle cover e dei duetti, che quest’anno, nel primo dei due mandati di Carlo Conti, fa gara a sé.

Per affiancarlo, il cantautore toscano sceglie Topo Gigio, uno dei pupazzi più noti della televisione italiana, simbolo di un’epoca in cui la tv era ancora un salotto condiviso tra generazioni. Una scelta che declina il portato puramente musicale sul piano dei ricordi d’infanzia, lungo il filo di una nostalgia transgenerazionale.

Del resto, anche questa è musica che “porta da altre parti”, come ha dichiarato Corsi alla vigilia dell’esibizione, giustificando l’interpretazione di Volare di Domenico Modugno insieme al celebre topo. Topo Gigio, che tra l’altro, in tempi recenti era stato rievocato, con altre finalità, da Lundini in un siparietto che riprendeva Brividi, il brano di Mahmood Blanco vincitore dell’edizione 2022 del Festival. Anche lì si trattava di una cover, accennata peraltro anche quest’anno nel siparietto con Mahmood, questa volta nel ruolo di co-conduttore, che ha introdotto la cover.

“Con Topo Gigio ci siamo conosciuti a Castiglione della Pescaia. Di questo duetto vado molto orgoglioso, non è una gag, ma si fonda sulla musica che amo, quella che mi cala in altri panni, mi inganna. La musica che mi racconta la realtà per com’è mi annoia”, ha spiegato Corsi, ribadendo poi su Radio 2 che era stato lo stesso Modugno a prestare la voce a Topo Gigio nella sua prima apparizione in TV. “È come se Modugno potesse in qualche modo rincontrare la sua canzone”, ha aggiunto, rivolgendosi a Gino Castaldo che fantasticava su un collegamento con l’Ed Sullivan Show (entrambi, Modugno e Topo Gigio sono stati invitati dal popolare conduttore americano negli anni ’60).

L’interpretazione, rivedibile su RaiPlay, più siparietto che celebrazione, ha barattato l’amarcord (e le facili lacrime) con un approccio giocoso, conservando dell’originale la sua ariosità. Chiamala, se vuoi, un’operazione concettuale: un omaggio alla storia del Festival, con l’assolo di armonica a scrollarle di dosso il bianco e nero, sostituendolo con i colori sbiaditi degli anni del Carosello. Un’epoca che il cantautore toscano non ha vissuto direttamente, ma che rievoca come “ricordo di un ricordo”. Una cover a suo modo ossequiosa, che nei suoi tre minuti si è risolta in un disimpegnato divertissement.

Le tre giurie del Festival hanno comunque apprezzato: Volare di Corsi si è piazzata seconda nella classifica, dietro all’interpretazione di Skyfall di Adele da parte di Giorgia e Annalisa, che hanno dato, specie la seconda, una prova di grande controllo, esibendo le loro migliori qualità vocali.

Su SA trovate il commento di Antonio Puglia a Volevo essere un duro, la rock ballad, tra glam e anni ‘70, che Lucio Corsi ha portato sul palco di Sanremo 2025.

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