Dalla carriera di frontman di una delle band più originali dell’odierno panorama italiano a quella di presentatore del Concertone del Primo Maggio, a quella di attore. Anche se a dire il vero, Lodo Guenzi, cantante de Lo Stato Sociale, è diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe e ha da sempre portato avanti la sua carriera recitativa parallelamente alle attività della band. Ora però si profila per lui l’esordio sul grande schermo, dal momento che sarà protagonista di Dittatura last minute, film dal titolo provvisorio, diretto da Antonio Pisu – figlio del noto attore comico Raffaele – e le cui riprese inizieranno a settembre.

La pellicola – scrive Coming Soon – è stata presentata ufficialmente al festival di Cannes ed è un road movie tratto da una storia vera e ambientato nel 1989, alla vigilia della caduta del Muro di Berlino. Il film è prodotto da Genoma Films di Paolo Rossi Pisu, dalla società rumena Kinotopia – Daniel Burlac e in collaborazione con Maurizio Paganelli e Andrea Riceputi. Spiega la nota stampa che le riprese «si svolgeranno tra il Cesenate e la Romania. La storia nasce da un’idea degli stessi Paganelli e Riceputi che nel 1989, giovani ventiquattrenni dal grande entusiasmo, intrapresero con un amico il viaggio raccontato nel film. Protagonista nel ruolo di Riceputi sarà proprio Lodo Guenzi, che si prepara così al suo esordio sul grande schermo».
«Io e i ragazzi cerchiamo da sempre di fare cose nuove e matte – ha affermato il leader della band bolognese – appena ho avuto questa opportunità ho pensato che sarebbe stato un bel modo di fare qualcosa di nuovo per la prima volta. Esplorare ambiti che non conosco resta da sempre uno dei miei sport preferiti».
Questa la sinossi del film: «Nel 1989, a poche settimane dalla caduta del Muro di Berlino, Pago, Rice e Bibi, tre ragazzi di ventiquattro anni, lasciano la tranquilla Cesena in cerca di avventura: dieci giorni di vacanza nell’Europa dell’est, verso quei luoghi in cui è ancora presente il regime sovietico. Giunti a Budapest conoscono Emil, un rumeno in fuga dal suo paese a causa della dittatura. L’uomo, preoccupato per la famiglia rimasta in Romania, chiede l’aiuto dei tre Italiani. Il compito è semplice: portare una valigia alla moglie e alla figlia. Mossi da compassione e in cerca di emozioni, i tre si dirigono in direzione Bucarest, nel cuore della dittatura di Ceausescu. Senza sapere cosa li aspetta, in un viaggio oltre la loro immaginazione, Pago, Rice e Bibi si troveranno in un paese sotto il regime dittatoriale, implicati in situazioni surreali e circondati da personaggi improbabili che metteranno seriamente a rischio la loro vita. Tra numerose gag e colpi di scena, i tre protagonisti capiranno il giusto valore delle “cose” che ogni giorno diamo per scontate. Ritroveranno sé stessi, consolideranno la loro amicizia e uniranno le loro forze per portare a compimento la missione più importante della loro vita».
Su SA trovate la recensione dell’ultimo album de Lo Stato Sociale, Amore, lavoro e altri miti da sfatare, a cura di Fabrizio Zampighi.
