Laura Pausini sarà co-conduttrice di tutte le cinque serate del Festival di Sanremo 2026, in programma da martedì 24 a sabato 28 febbraio. La conferma è arrivata direttamente da Carlo Conti, direttore artistico del Festival, durante uno dei suoi annunci al TG1. Una presenza simbolica la sua, destinata a pesare nell’economia narrativa del Festival, in un momento in cui Sanremo attraversa una fase di ridefinizione.
Per Pausini si tratta di un ritorno nel segno del nazional-popolare: la sua storia con l’Ariston inizia nel 1993, anno della vittoria tra le Nuove Proposte, prosegue nel 1994 tra i Big e si consolida con sei apparizioni da superospite, dal 2001 al 2022. Questa volta, però, il ruolo cambia. La cantante ha raccontato il suo legame con Sanremo come qualcosa di viscerale, un luogo fondativo e al tempo stesso carico di timori, spiegando di aver accettato la proposta con orgoglio ed emozione, consapevole del peso simbolico del palco e del valore personale di un ritorno “a casa”. Decisiva, nelle sue parole, la fiducia riposta in Carlo Conti, capace di trasformare le sue esitazioni in sfida.
Nei giorni scorsi, a proposito di presenze rassicuranti, il direttore artistico ha annunciato anche la presenza di Max Pezzali, ospite fisso dell’edizione che suonerà ogni sera dalla Costa Toscana con inevitabili rumor su una sua reunion sul palco con Repetto. I due lo hanno già fatto in tempi recenti e la loro fama ha conosciuto un nuovo livello soprattutto tra la Gen Z, grazie alla serie Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883, di cui è attesa la seconda stagione.
Assenze eccellenti, vecchie dinamiche
Il cast dei trenta Big in gara ha evidenziato l’assenza di molti nomi di primissimo piano che avevano caratterizzato l’era Amadeus: niente Giorgia, Elisa, Marco Mengoni, Blanco o una figura urban dominante, una vera “fuga dei big”.
In parallelo, alcune prese di posizione pubbliche hanno fatto discutere. La Niña, tra i nomi più dati per certi alla vigilia, ha chiarito di non aver mai inviato alcun brano alla Commissione, rivendicando una distanza di linguaggio rispetto al modo in cui oggi Sanremo mette in scena la musica. Una scelta simile, seppur meno articolata, è stata dichiarata anche da Alfa, che ha preferito prendersi tempo.
Anche quest’anno Sanremo ha subito un cambiamento di calendario, stavolta per via delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Nulla di radicale rispetto a ciò che attende il Festival in futuro: se la RAI resta l’unica emittente per le edizioni 2026-2028, la permanenza al Teatro Ariston oltre il 2026 non è più garantita.
La scelta di Laura Pausini come co-conduttrice sa di restaurazione, un richiamo al cuore e alla centralità di una precisa melodia italiana, quella in cui il Sanremo di Conti vuole riconoscersi.